Parma e Provincia: è allerta zecche, processionaria e vespa velutina – SPECIALE

Cà Bianca

Con il caldo arriva anche la minaccia degli insetti infestanti: zecche, processionaria e vespa velutina si affacciano nel Parmense preoccupando i cittadini

Secondo gli esperti, il caldo anomalo e la siccità di questo periodo sono la causa della proliferazione degli insetti. La zecca più rischiosa per l’uomo è quella dei boschi: si trova nell’erba e nei cespugli, ama gli ambienti umidi e ombreggiati con vegetazione bassa e letti di foglie secche. Con la sua puntura può trasmettere malattie infettive, alcune delle quali, come la malattia di Lyme, possono avere serie conseguenze se non vengono curate tempestivamente.

La processionaria del pino è un lepidottero appartenente alla famiglia dei Taumetopeidi che si ciba di tutte le specie di pino, ma anche di alcune specie di cedro. Le larve, oltre a danneggiare le piante, sono pericolose per l’uomo e per gli animali, a causa della presenza sul corpo di peli urticanti e velenosi. In molti Comuni si sono già registrate segnalazioni per il ritrovamento dei nidi: Felino, Sala Baganza, Traversetolo, Montechiarugolo, Fornovo, Medesano, Boschi di Carrega, Compiano, Lupazzano (Neviano degli Arduini), Serravalle Ceno (Varano Melegari), Cozzano (Langhirano), Bore, Solignano e Salsomaggiore.

Rimaniamo in costante contatto con il Consorzio Fitosanitario – spiega Elisa Leoni, Sindaco di Felino – ma dal momento che in questo periodo dell’anno non è possibile effettuare interventi, l’Amministrazione Comunale consiglia caldamente a tutti i cittadini di prestare la massima attenzione durante le passeggiate e in prossimità di aree verdi per evitare di venire a contatto con la processionaria”.

Vespa velutina: una nuova minaccia per l’agricoltura

La vespa velutina è considerata la nuova minaccia per l’apicoltura regionale. E’ un vorace predatore delle api mellifere e può arrivare a distruggere fino a metà degli alveari di un’area. Inoltre, si ciba di importanti impollinatori come bombi e farfalle e può costituire un serio pericolo per l’uomo, soprattutto in prossimità dei nidi. Questo calabrone, originario del continente asiatico, da qualche anno è comparso anche in Europa ed è stato rinvenuto in Italia nel 2012. Prima confinato nelle regioni più occidentali, nel 2016 alcuni esemplari sono stati ritrovati nella provincia di Rovigo, a soli 15 chilometri dal confine emiliano romagnolo.

Norme di comportamento e prevenzione

Cosa fare in caso di contatto con una zecca?

La zecca dei boschi è scura e molto piccola, quindi difficile da vedere: negli stadi di larva e ninfa non è più grande di una testa di spillo e l’adulto è di poco più grande. Per evitare di essere punti, i consigli dell’Assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il Centro di riferimento regionale per lo studio e la sorveglianza epidemiologica della Borreliosi di Lyme: “Indossa vestiti chiari per identificare più facilmente le zecche e rimuoverle prima che si attacchino alla cute. Usa maglie a maniche lunghe ed infila i pantaloni dentro ai calzettoni. Cammina al centro dei sentieri, evitando di strisciare contro la vegetazione ai lati, e non sederti direttamente sull’erba“. Le probabilità d’infezione sono basse se la zecca resta attaccata alla cute per meno di 36-48 ore. Una zecca va rimossa afferandola con una pinza il più vicino possibile alla cute e togliendola tirando verso l’alto senza schiacciarla.

Contromisure in caso di contatto con la processionaria del pino

Riconoscere un nido di processionarie è piuttosto semplice. Solitamente iniziano la loro attività a marzo e nidificano creando un grande bozzolo di ragnatele intorno a tronchi o rami. Si osservano facilmente sui tronchi, sull’erba, sul selciato. Nel caso in cui si individui un nido di processionaria sul suolo pubblico è fondamentale segnalarlo agli uffici comunali oppure al Corpo Forestale. Questi per legge sono obbligati ad intervenire e a procedere con la disinfestazione. Su suolo privato invece le spese sono a carico del proprietario.

Il contatto è pericoloso sia per gli animali che per l’uomo. Gli effetti sulla pelle umana variano dalle semplici eruzioni cutanee a gravi reazioni allergiche; ma molto varia dalla zona di contatto. Qualora si entri in contatto con l’insetto è necessario lavare bene l’area del corpo interessata con acqua e sapone. Anche i vestiti dovranno essere immediatamente messi in lavatrice alla temperatura più alta possibile. In caso di necessità o sintomatologie particolarmente aggressive è necessario consultare il medico o recarsi in ospedale.

Come riconoscere una vespa velutina

Dal “Tavolo apistico regionale”, istituto dalla Regione Emilia-Romagna e che vede coinvolti in particolare l’Assessorato all’agricoltura, caccia e pesca, l’Assessorato alle politiche per la salute e le associazioni di apicoltori, è nato un opuscolo che sarà distribuito a tutti gli apicoltori, in cui si possono trovare informazioni utili al riconoscimento degli esemplari, indicazioni su come fare il monitoraggio nei dintorni degli apiari e consigli per apicoltori e cittadini. Copie degli opuscoli saranno distribuite anche ai servizi veterinari delle Aziende sanitarie.

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