Appennino Tosco-Emiliano patrimonio Unesco: la Riserva per affrontare il futuro

La Riserva Mab Unesco dell’Appennino vola alto e pensa al futuro; il presidente Giovanelli: “Guardiamo all’innovazione e alla globalizzazione

PARCO APPENNINO | Un vero e proprio successo l’Assemblea Consultiva del Mab Unesco che si è riunita a Parma. Amministratori e cittadini del Parco dell’Appenino Tosco Emiliano hanno parlato del futuro della Riserva Mab Unesco: un passaggio ancora iniziale, ma comunque di notevole importanza costituente e fondativa. Un premio, il riconoscimento Mab Unesco, che va oltre ai valori presenti e racchiude in se la storia di generazioni intere.

La missione dell’Assemblea era anche sensibilizzare i presenti a sviluppare un senso di orgoglio e di appartenenza, a far vivere in equilibrio persone e natura e a prendersi cura di entrambe, senza dimenticare di aprirsi ai cambiamenti che il mondo sta affrontando. Un’impresa non facile che è stata portata avanti, in questo primo anno, nei Consigli Comunali, con la realizzazione di mostre e con il coinvolgimento di 8000 studenti in tutto il territorio, impegnate in progetti su Uomo e Biosfera. 

Ma il Mab Unesco è uscito anche dai confini territoriali: grazie ad alcuni progetti internazionali la Riserva è stata fatta conoscere in Europa, in Sud America e in Oriente. Tanti i progetti presentati e portati avanti, anche con fondi europei, per promuovere azioni per il turismo sostenibile e percorsi storici e religiosi. Il brand Unesco è riuscito, con impegno e costanza, a costruirsi un’immagine efficace e di sostanza in grado di viaggiare attraverso il mondo: da Shangai a Torrechiara, senza perdere di vista l’importanza della territorialità

Il presidente Giovanelli: “Un patto di collaborazione

“MaB si è rivelata essere un patto di collaborazione, appena iniziato, ma fecondo e apprezzato. La partecipazione appare essere la forma e la sostanza della governance possibile”, ha dichiarato il presidente del Parco Nazionale Fausto Giovanelli, coordinatore della Riserva. L’essenza della mission è individuata nell’accrescere conoscenza, passione e capacità del capitale umano dell’Appennino, per l’Appennino e nell’Appennino. È una missione importante e decisiva del futuro: “Su questo – conclude il Presidente – il riferimento a Unesco porta un valore aggiunto di visione ampia e di pensiero positivo, necessario come e più del pane. Senza una carica di positività e fiducia  è impossibile affrontare l’innovazione e la globalizzazione che investe e investirà sempre più pienamente anche l’Appennino“.

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