Aria di Borgotaro; Lucchi: “Non contrabbandiamo la salute per il lavoro”

Ca' Bianca

“Mi chiedono di prendere posizione sulla questione aria di Borgotaro“; il sindaco Lucchi commenta il ‘Caso Laminam

In Valtaro, da ormai alcune settimane, tiene banco il ‘Caso Laminam’. A Borgotaro i cittadini lamentano l’odore acre che proviene dai fumi della fabbrica di ceramica. Arpae e Ausl, insieme all’amministrazione comunale, hanno già effettuato le analisi necessarie sull’aria. Un rilevatore è stato installato anche nei pressi della scuola ed è attivo da lunedì scorso. La scorsa settimana i cittadini hanno protestato anche sotto i portici del Comune. Il sindaco Diego Rossi ha tranquillizzato tutti, in particolare i genitori dei bambini della scuola che gli avevano chiesto spiegazioni in una lettera: “Nessun pericolo per la salute e per l’ambiente“.

Da Berceto il sindaco Luigi Lucchi risponde a quanti, in questi giorni, gli hanno chiesto un commento sulla vicenda. “Una persona come me – scrive Lucchi – che lotta e si scontra sempre, con poteri veramente forti, ha il dovere d’essere sempre preparato, ben informato e supportato da leggi. In caso contrario sarebbe, facilmente, eliminato, ridicolizzato, fatto tacere. Io, il piu’ delle volte, vengo ignorato nonostante pesanti attacchi verso Istituzioni e i ‘capi’ delle Istituzioni. Mi ignorano perché ho ragione. E ho leggi che mi danno ragione. Quindi l’interesse dei potenti è quello di cercare di smorzare le cose ignorandomi“.

Quello della Laminam a Borgotaro è un argomento complesso. Per questo Lucchi afferma che va trattato con serietà e responsabilità. Due gli interessi principali che sono in campo: la salute e il lavoro. “Non ho la documentazione necessaria per prendere posizione, prosegue il Sindaco di Berceto. “Personalmente considero oro ogni posto creato in montagna indipendentemente dal Comune in cui è creato“. All’inaugurazione della Laminam Lucchi era presente; così come era presente a Bedonia per quella di Oppimitti. 

“Avevo escluso la paura, preventiva, verso fabbriche importanti che vengono in montagna dove non c’è la cultura della fabbrica”

La paura di Lucchi, basata su ragioni profonde, è che le fabbriche possano venire in montagna perchè “i montanari sono affamati di lavoro e di posti di lavoro“. Questo bisogno di lavoro potrebbe portare a scambiare il posto di lavoro con la salute. “Morire, insomma, come dipendenti e non come disoccupati“. Tuttavia Lucchi esclude che Laminam possa aver fatto questo calcolo: “Mi sono sembrate, istintivamente, persone serie e capaci. Mi aspetto che questi problemi vengano affrontati e risolti in breve tempo“. 

Se si dovesse provare che ci sono effettivi rischi per la salute, anche se gli odori dovessero cessare, Lucchi è irremovibile: “Noi montanari dobbiamo far sapere che non siamo disponibili a contrabbandare la nostra salute per il diritto, irrinunciabile, di lavorare. Non possono, insomma, toglierci il diritto di una morte naturale e dignitosa. È l’unico diritto che è rimasto in montagna dopo aver perseguito, scientemente, per anni, il genocidio di noi montanari“, conclude. 

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I cittadini di Borgotaro in coro: “Chiediamo la verità sulla Laminam”

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