Schiaffi, insulti razzisti, bimbi presi per i capelli: l’incubo dell’asilo di Vercelli

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Urla, insulti, bambini trascinati a terra, altri ancora presi per i capelli: i filmati delle telecamere inchiodano le tre maestre di Vercelli

DAL MONDO | Tre maestre d’asilo sono state arrestate ieri a Vercelli. L’accusa è quella di maltrattamenti sui bambini. L’indagine è stata condotta dal pm Davide Peretti e dalla squadra mobile. La prima denuncia a maggio dello scorso anno: una mamma aveva raccontato alla Polizia di aver visto una maestra prendere per i capelli un bambino. E così, all’oscuro di tutti, sono state installate 11 telecamere nelle aule, in mensa, in palestra e nei corridoi. Ore e ore di filmati che nascondono maltrattamenti, una cinquantina i casi finora appurati, alcuni dei quali gravi. 

Ti faccio girare la testa al contrario” – si sente da uno dei filmati. E poi ancora: “Ti faccio cadere tutti i denti“. Ma non solo: dai filmati si vede anche di bambini strattonati, messi in castigo, lasciati soli a mangiare o aizzati uno contro l’altro. Sono 52 i casi di maltrattamento che sono stati rilevati, per la maggior parte psicologici: una ventina di questi sono gravi e hanno portato alle misure di custodia cautelare nei confronti delle maestre. Si tratta di Maria Teresa Donà, Carmelina Capalbo e Luisita Cantù.

Nei prossimi giorni le maestre verranno interrogate. Le famiglie saranno convocate dalla dirigente scolastica e i bambini ascoltati da un psicologo. 

Il commento 

La domanda, banale, sorge spontanea: “Dove andremo a finire?“. Notizie come questa sono sempre più all’ordine del giorno, ma non sono ne giustificabili ne ammissibili. Fare del male a dei bambini è una cosa orribile, così come lo è maltrattare gli anziani nelle case di riposo. Credo fermamente che per svolgere un lavoro di questo tipo occorra avere pazienza, gentilezza, disponibilità, capacità di amare: se non le si hanno, poco importa che il curriculum sia dei migliori, bisogna fare dell’altro. Non si può, non si deve scaricare le proprie tensioni, le proprie frustrazioni, i propri problemi sui bambini. Non è giustificabile nessuna delle scuse che le tre maestre addurranno nell’interrogatorio: non sono giustificabili a prescindere. Dobbiamo imparare a non giustificare. E a punire: solo questo è quello che si meritano, se il processo e le telecamere confermeranno che quello che è stato detto è realmente accaduto.

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