Banca d’Italia: “Essere fedeli alla banca non paga, i conti datati costano di più”

Di solito la fedeltà paga, ma per quanto riguarda i conti correnti bancari; è quanto emerge dall’indagine condotta da Banca d’Italia sull’onerosità dei conti correnti per le famiglie italiane

ECONOMIA E FINANZA | Analizzando i costi di questi ultimi e in particolare facendo un confronto tra quelli più recenti e quelli datati, si scopre come i secondi richiedano in realtà dei costi di gestione notevolmente maggiori. Rimanere fedeli al proprio istituto di credito, quindi, non porta dei reali vantaggi e anzi assicura un esborso economico annuo maggiore.

Conti correnti recenti e datati: la differenza di costo

Bankitalia ha avviato un’indagine sui costi dei conti correnti italiani, differenziandoli in base alla loro data di apertura. Ne è emerso che tenere un conto nella stessa banca per molti anni porta a delle spese maggiori rispetto all’apertura di un nuovo conto presso un istituto di credito diverso. Alla base dell’onerosità dei conti correnti troviamo principalmente la crisi economica e il peso delle spese fisse, che coprono in genere circa i due terzi del costo totale.

Secondo quanto riportato dai dati, un conto “giovane” arriva a costare al correntista intorno ai 52,7 euro all’anno, mentre un conto aperto da circa dieci anni può raggiungere dei costi di gestione di circa 98,7 euro. La situazione non migliora se si considerano i conti aperti fra il 2014 e il 2015, con spese che si discostano poco rispetto a quelle dei conti più datati, arrivando a circa 83 euro annui. 

Perché conviene cambiare istituto bancario

Cambiare banca conviene, dunque, per via del risparmio economico relativo ai costi di gestione del conto. Inoltre, tale operazione è garantita al 100% e il correntista è completamente tutelato da questo punto di vista. Quest’ultimo dovrà però assolvere ad alcuni obblighi per concretizzare la transizione, come dimostra questa guida di Facile.it che spiega nel dettaglio come chiudere un conto corrente. A questo proposito è anche bene sapere che per legge l’istituto di credito non può più prevedere delle penali per il correntista che decide di trasferire il proprio conto in un altro istituto: l’operazione è totalmente gratuita.

Cambiare banca con il mutuo in corso

È possibile cambiare istituto di credito anche con un mutuo in corso con la propria banca? La risposta è positiva: la Legge Bersani ha infatti introdotto la portabilità del conto, ossia la possibilità di cambiare istituto di credito in maniera completamente gratuita. Così facendo, il correntista potrà approfittare di condizioni più convenienti in maniera completamente gratuita anche in presenza di un mutuo in corso. Si tratta di un’opzione che gli italiani sono abituati ad accantonare, ma che andrebbe invece presa in considerazione.

Tale possibilità mostra come, rispetto al passato, il settore bancario sta diventando sempre più elastico e flessibile, caratteristiche che vengono confermate e rese particolarmente evidenti proprio in caso di trasferimento o chiusura del conto.

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