La Bella e la Bestia: la vera storia è di Parma | l'OFFicina Parmigiana

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Ca' Bianca

La famosissima fiaba portata al successo da Walt Disney prende spunto da un fatto di cronaca di Parma; nel 1591, alla corte dei Farnese, arrivano la Bella e la Bestia

Parma, 1591. È notte fonda, quando una carrozza entra dentro le mura di Parma diretta al Palazzo Ducale. La corte è in subbuglio. Il giovane Ranuccio Farnese, morso da una curiosità, osserva la scena in disparte, scostando le tende della sua camera da letto. Quando il cocchiere apre la porta, scende dalla carrozza una giovane donna di rara bellezza. Fin qui, niente di strano, non fosse che la segue un uomo col volto coperto, così come coperto è il volto di alcuni bambini che tiene per mano. Le guardie avvertono Ranuccio dell’arrivo della nobile famiglia: i Gonzales sono arrivati nel cuore del Ducato.

Lei è Catherine Raffelin, la splendida damigella d’onore di Caterina de’ Medici, donna affascinata dall’esotico e moglie del re di Francia Enrico II. Lui rivela la sua identità, rivelando il suo volto al duca di Parma. A Ranuccio si palesa un uomo completamente ricoperto di peluria. Ipertricosi: questo e il nome della malattia da cui è affetto Pedro Gonzales, una patologia legata ad iperattività ormonale. Ma niente di questo si sapeva ai tempi, se non che uno “scherzo della natura” come Pedro avrebbe avuto il suo senso in un’esibizione di freaks. Invece, dietro la mostruosità di Pedro, dietro il suo corpo repellente, si cela un cortigiano dai modi raffinati; non un rozzo selvaggio, non una scimmia o un lupo quale appariva, ma un uomo sensibile e, come tutti, dotato di sentimenti, come l’amore.

La storia alimenta il mito: le origini di una della fiabe più famose del mondo

Si racconta che la moglie, Catherine, fosse svenuta quando lo vide la prima volta. Un matrimonio assurdo, per certi versi. Lui, originario di Tenerife, era stato dato in dono a Enrico II che, con lungimiranza e una certa apertura mentale, lo aveva avviato agli studi e nominato a tutti gli effetti uomo di corte. Un matrimonio destinato a prendere pieghe tragiche, ma così non fu è diventò una della più belle e meno conosciute storie d’amore. O meglio, non precisamente. Perché quanto tendiamo ad ignorare è che la storia di questa coppia alimentò una delle fiabe più famose al mondo, La Bella e la Bestia, la cui prima versione venne ideata proprio da una scrittrice francese, Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve.

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Ecco allora la Bella e la Bestia raggiungere Parma, dopo quasi cinquant’anni trascorsi alla corte francese e, successivamente, spostarsi presso un altro possedimento dei Farnese, il lago di Bolsena. Che ne fu della famiglia Gonzales? Sappiamo, ad esempio che Ranuccio inviò Enrico Gonzales a Roma, mentre diede in dono Antonietta, la figlia di Pedro affetta anch’essa da ipertricosi, alla marchesa di Soragna, sua consuocera, la quale decise di sottoporre la ragazza agli studi del bolognese Ulisse Aldrovandi, uno dei massimi entomologi e naturalisti italiani, che avrebbe dedicata ai Gonzales il primo capitolo della sua Monstrorum Historia.

E così, la prossima volta che guarderete La Bella e la Bestia, non potrete non pensare alla nostra meravigliosa città. E, chissà, magari proprio la nostra città sarà la location ideale per una futura versione cinematografica di una delle fiabe più belle e emozionanti di sempre.

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