La perla d'Appennino in difficoltà; il Sindaco di Berceto: "Il turismo non basta più"

La perla d’Appennino in difficoltà; il Sindaco di Berceto: “Il turismo non basta più”

Ca' Bianca

Luigi Lucchi analizza lo stato di salute del paese dopo la chiusura del campeggio “I Pianelli”: “Il turismo è diventato saltuario, ma c’è un piano per salvare la montagna

BERCETO | Lo scorso 16 novembre i Carabinieri della Compagnia di Borgotaro sequestravano il campeggio di Berceto “I Pianelli”. Si è trattato di un sequestro preventivo richiesto dalla Procura di Parma per la violazione degli strumenti urbanistici e l’assenza di titoli autorizzativi. In altre parole, lottizzazione abusiva. Dalle indagini, che risalgono al 2016, è emerso che la società di gestione del campeggio ne avrebbe alterato la struttura, trasformando il camping in un insediamento residenziale permanente. Si tratta di un duro colpo per Berceto, in quanto il campeggio era fonte di preziosa occupazione e ricettività turistica.

Voluto alla fine degli anni settanta, la Regione Emilia-Romagna insisteva molto nell’attrezzare i paesi turistici montani di campeggi e villaggi. Attraverso l’opera dei propri funzionari si prodigava quindi nell’ottenimento dei finanziamenti preposti per le strutture. “La ricettività in quegli anni era il tallone d’Achille dei paesi montani – commenta l’attuale sindaco sindaco di Berceto Luigi Lucchi -, soprattutto del nostro. Proprio alla fine degli anni ’70 si assisteva alla trasformazione dell’Albergo Moderna del Poggio, dell’Albergo Pace e del Bellevista in condomini. Era evidente, insomma, che senza ricettività, un paese non poteva definirsi turistico e neppure di villeggiatura“.

Tuttavia nonostante la bontà della scelta di quel tempo nel dotare Berceto di un campeggio, oggi possiamo vedere l’altra faccia della medaglia. La sensibilità ambientale e le normative alquanto blande in materia di tutela del paesaggio determinarono la realizzazione di scarichi precari e inefficienti che conducevano i reflui urbani nel Torrente Baganza. “Con l’emergere di un’accresciuta sensibilità ambientale – prosegue il primo cittadino bercetese – e il contrasto all’inquinamento, anche i dirigenti del Campeggio i Pianelli provvedevano a ingenti investimenti per ridurre, come da normative le emissioni inquinanti. Come Sindaco posso dire che l’attuale dirigenza si è spesa con convinzione per migliorare lo stato di fatto del campeggio“.

“La decisione del Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Parma ha sorpreso tutta la popolazione

Con l’Amministrazione di Sergio Bettoni e il primo Piano Regolatore del Comune di Berceto, tenuto conto delle nuove normative urbanistiche, si era “sanato” il pregresso tentando di dare respiro d’espansione al Campeggio. I risultati erano soddisfacenti e la struttura iniziava ad avere successo anche a livello regionale ed europeo. “L’azione dei Carabinieri, tra cui anche quelli del Comando di Berceto, per ordine del Giudice delle Indagini Preliminari Tribunale di Parma, avvenuta venerdì 17 novembre, ha sorpreso l’incredula popolazione di Berceto anche per il risalto, dato dalla stampa, al sequestro preventivo di tutte le infrastrutture del Campeggio“, spiega Lucchi.

Il commercio annuale, non saltuario, in più occasioni mi ha portato a definire i nostri commercianti come operatori sociali – prosegue – rendendo un servizio indispensabile ai residenti anziani anche durante l’inverno. Commercianti che trovavano negli ospiti del campeggio una boccata d’ossigeno per mantenere aperto l’esercizio nei 12 mesi dell’anno“. Tuttavia le azioni volte alla tutela ambientale operate dall’Amministrazione del Comune non si sono rivelate sufficienti. Il commercio annuale rischia di subire la decisione del Tribunale in maniera del tutto negativa, alimentando una situazione di crisi già denunciata dal primo cittadino in diverse occasioni.

Il piano di svolta: le misure per provare a scongiurare la crisi della montagna

Lugi Lucchi, poi, ha spiegato in che modo intende invertire le pericolose tendenze in atto. Prima di tutto favorendo il recupero di tanti fabbricati sparsi nel territorio e appositamente censiti, tra cui l’ex Fornace di Ghiare e due case cantoniere. “Il nostro desiderio – racconta il Sindaco – è quello di arrivare a un PSC (Piano Strutturale Comunale) a consumo del suolo zero. Proprio per questo siamo stati il primo Comune della Montagna Parmense a mettere in atto la raccolta differenziata con il sistema porta a porta su tutto il territorio comunale. Mentre dal 1 marzo 2017 siamo il primo Comune in Italia ad attuare il decreto per il Compostaggio di Comunità, approvato nel febbraio 2017, che ha indotto, recentemente, l’Associazione italiana Compostaggio a premiare il Comune di Berceto, portandolo come esempio agli oltre 8.000 comuni italiani“.

Da ricordare, inoltre, che il Comune bercetese è l’unico Comune in Provincia di Parma che gestisce direttamente il Sistema Idrico Integrato; ha aderito e sottoscritto il Patto dei sindaci per ridurre lo spreco d’energia e accrescere la produzione di energia rinnovabile e ridurre le emissioni in atmosfera fissando su diversi edifici comunali pannelli fotovoltaici; ha realizzato una caldaia a cippato per teleriscaldamento che in futuro potrebbe riscaldare anche la nuova caserma dei Carabinieri, recentemente inaugurata; ha voluto acquisire il promontorio e i ruderi della rocca di Pietramogolana. “Con queste innegabili azioni concrete desideriamo, in piena collaborazione con i dirigenti della Cooperativa del Campeggio i Pianelli, adoperarci per vivere in una legalità indiscutibile. Legalità che insegniamo, con diverse iniziative, d’intesa con la Regione, anche in Villa Berceto: bene confiscato alla Camorra e iscritto al Catasto Comunale“, fa sapere il sindaco Lucchi.

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