Borghi del parmense, storie e segreti: Calestano | FOTO

Borghi del parmense, storie e segreti: Calestano | l’OFFicina Parmigiana

Ca' Bianca

Il Borgo di Calestano è di origine medioevale, di particolare interesse ci sono loggiato e palazzi storici; il tartufo nero di Fragno rappresenta l’eccellenza nel piatto

In uno dei periodi più tragici del Novecento, un tale Ostilio Barbieri, insieme alla moglie Amelia, offrirono rifugio alla famiglia Mattei, di origini ebraiche. Ostilio venne deportato, la momentanea serenità si sarebbe spezzata definitivamente, se dopo la deportazione dell’uomo non fossero intervenuti il podestà Ugo Gennari e il maresciallo Giacomo Avenia, che inviarono i Mattei nel borghetto di Canesano, sotto la custodia di Don Ernesto Ollari, dove rimasero sani e salvi fino al 25 aprile. Barbieri, Gennari, Avenia, Ollari andarono ad accrescere il numero dei “Giusti” parmensi, che misero a repentaglio la loro vita salvando gli ebrei dalle grinfie nazifasciste.

Calestano oggi, come appare il Borgo dopo secoli di Storia

Questo è solo un fotogramma del Calestano passato. E oggi? Oggi Calestano resta il biglietto da visita dell’alta Valle del Baganza, alla destra del Baganza, tra il Moneglia e il Rio Spigone. Antico feudo dominato da un castello scomparso, passò dal 1248 sotto il controllo dei Fieschi, che diedero vita agli statuti calestanesi, poi, per volere di Filippo Maria Visconti, Pietro Rossi conquistò e fortificò il castello; da quel momento si avvicendano Nicolò Guerriero Terzi, Nicolò Piccinino, Bardo Suardi e Albertino Sanvitale, fino al 1439, quando riornano i Fieschi che, fra alti e bassi, lo mantengono fino al 1630, anno in cui divenne proprietà del conte Camillo Tarasconi e, nel 1850, dei Meli-Lupi di Soragna.

Di notevole interesse due edifici storici. Uno è Palazzo Coruzzi, all’angolo fra Via Maschi e Borgo Lorenzo Coruzzi, contraddistinto da un sorprendente e maestoso loggiato a tre ordini con capitelli dorici e pilastri quadrati. I portali caratteristici sono visibili non solo da Borgo Coruzzi, ma anche nel Piazzale della Bastia e nel Borgo Manone, la vecchia e suggestiva strada maestra di Calestano. L’altro edificio che visitiamo è la chiesa di San Lorenzo Martire, che, come ricorda l’Estimo del 1354 e, prima, in una pergamena del 1230, fu Cappella alle dipendenze della Pieve di Bardone, mentre quello che oggi possiamo osservare dipende molto dalla ricostruzione settecentesca.

Nella facciata appare in cornice un ovale con cimasa raffigura Sant’Eurosia, prodotto della scuola del poeta parmigiano Clemente Ruta. Altre sono le rappresentazioni pittoriche che si possono osservare all’interno, sia di scuola parmigiana che di scuola genovese, ma di assoluto pregio sono il leggio del coro, gli armadi e il confessionale con colonne tortili con ornamenti a foglia.

LA Fiera Nazionale del Tartufo: l’occasione per degustare favolose prelibatezze

E va bene l’arte, la storia e la natura, ma non possiamo lasciare Calestano senza fermarci in uno dei tanti ristoranti o trattorie per assaggiare il delizioso tartufo nero di Fragno di Calestano, eccellenza che si classifica fra i prodotti agroalimentari tradizionali italiani, dal sapore marcato e dal profumo forte e particolarmente gradevole. Dal 15 ottobre al 12 novembre 2017 questo speciale prodotto del sottobosco è stato celebrato in occasione della Fiera Nazionale del Tartufo Nero di Fragno, dove è stato possibile godere di degustazioni, esibizioni, mostre tanto altro ancora.

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