La biglietteria della Stazione di Borgotaro potrebbe chiudere. A dirlo è il consigliere regionale Tommaso Foti di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale che chiede spiegazioni alla Giunta

Borgotaro, crisi nera sui servizi: a rischio anche la biglietteria della Stazione

Ca' Bianca
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L’allarme lanciato in Regione dal consigliere Tommaso Foti: un piano di Trenitalia prevederebbe la chiusura di diverse biglietterie

BORGOTARO | La biglietteria della Stazione di Borgotaro potrebbe chiudere. A dirlo è il consigliere regionale Tommaso Foti di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale che chiede spiegazioni alla Giunta di Stefano Bonaccini. La chiusura di alcuni sportelli di biglietteria in Emilia Romagna, tra cui Borgotaro, Fiorenzuola d’Arda e Casalecchio di Reno, rientrerebbe in un piano di riorganizzazione di Trenitalia. “Una chiusura – ha dichiarato Tommaso Foti – che peggiorerebbe il servizio offerto agli utenti“. 

Sulla situazione è intervenuto anche il sindaco di Berceto Luigi Lucchi, da sempre difensore delle terre alte e dei paesi di montagna. “pendolari – ha commentato Lucchi – sono cittadini eccezionali che si sobbarcano, ogni giorno, ore di viaggio in treno sottraendo tempo prezioso al riposo, alla famiglia, al loro tempo libero“. L’importanza dei pendolari, secondo quanto affermato dal Sindaco, sta anche nei contributi che gli stessi pagano con le tasse al Comune: “Nessuno riuscirà a ringraziarli a sufficienza e a dargli l’onore che meritano, come cittadini, come veri benefattori, della montagna soprattutto perché paiono, per le politiche locali, anche a Berceto, invisibili e silenti“.

Lucchi: “Un calvario quotidiano; sempre peggio”

Il treno dovrebbe essere il mezzo più economico, sicuro e comodo “ma risulta un calvario quotidiano“. I pendolari della Pontremolese, infatti, sono costretti ad affrontano ogni sorta di disagio: vagoni troppo caldi o troppo freddi; porte che no si aprono; treni in ritardo o soppressi senza preavviso; stazioni sporche, gelate e senza servizi igienici. Citando Andreotti, Lucchi conferma quanto detto: “I manicomi, in Italia, sono pieni di persone che si credono Napoleone o che pretendono che i treni siano in orario“. 

Da ventisette anni a questa parte i pendolari che viaggiano sulla Pontremolese sono “testimoni di un peggioramento che accresce anno dopo anno“. Ma non solo: alcuni hanno perso il loro posto di lavoro, per i numerosi ritardi; altri hanno dovuto trasferirsi in città e abbandonare le terre alte. “Altri – continua il Sindaco – sono diventati silenti e rassegnati e neppure si premurano di far sapere i disagi che affrontano. 

L’incontro con i pendolari

Lo scorso 28 ottobre Lucchi ha partecipato ad un incontro sulla Pontremolese dal quale è emerso chiaramente lo sfinimento dei pendolari e il desiderio degli stessi di gettare la spugna. “Non ho ricette – prosegue – e neppure mi voglio iscrivere a quei pazzi che sono in manicomio perché pretendevano di far viaggiare in orario i treni. Il mio augurio è che finalmente i Sindaci facciano i Sindaci. Fare il Sindaco, a mio avviso, vuole dire pretendere, pretendere, pretendere che sia rispettata la Costituzione e mondarla di tutte le brutture fatte dal 1963 ad oggi“.

L’auspicio di Lucchi è anche quello di trovare il sostegno dei pendolari per diffondere una lotta che è una questione di vita o di morte per la montagna: “Non serve tacitare un consistente gruppo di cittadini malcontenti, i pendolari, serve la determinazione che si può avere se è ben chiaro a tutti che perdere treni, funzionalità, servizio ferroviario, vuol dire perdere la nostra stessa vita di montanari“. 

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