Arriva il decalogo contro il bullismo online – SPECIALE

Cà Bianca

Elaborato dalla Società italiana di Pediatria con Polizia di Stato e Facebook; ecco i consigli a genitori e ragazzi per prevenire il nuovo male tra le giovani generazioni

@LucaGalvani @VincenzaDilecce

CYBERBULLISMO – “Ascoltare, fermarsi, guardare i cambiamenti, non avere paura di parlare. Questi i consigli per un genitore che teme che il proprio figlio possa essere vittima di bullismo”.

Sono questi i consigli che arrivano dalla Regione Emiglia-Romagna: dal portale E-R Sociale l’interessante focus sul bullismo online e i devastanti effetti che tale fenomeno può comportare per ragazzi e famiglie. Dopo il caso del padre del ragazzo che ha messo su Facebook la foto del volto tumefatto del figlio per denunciare la violenza che aveva subito, e l’impressionante boom di condivisioni che ha superato quota 200 mila, sono sempre di più i genitori che si interrogano su cosa fare. I pediatri della più grande società scientifica di categoria, la Sip, hanno elaborato un vademecum assieme alla Polizia di Stato e a Facebook (coinvolto visto il forte aumento di cyberbullismo), rivolto non solo ai ragazzi ma anche (e soprattutto) ai genitori per aiutare ad affrontare il disagio, soprattutto quello legato alla violenza online che rappresenta la parte più in crescita.

Un vero e proprio decalogo per coltivare la relazione con i nostri figli: un elemento indispensabile per prevenire il fenomeno del cyberbullismo

Consigli per i genitori

  • PARLA con i tuoi figli di sicurezza e tecnologia quanto prima e più spesso che puoi, nello stesso modo in cui parli della sicurezza a scuola, in auto, sui mezzi di trasporto pubblici o in ambito sportivo; 
  • CHIEDI ai tuoi figli quali sono secondo loro le informazioni che è appropriato condividere online e quali è meglio evitare. Parla con loro di come percepiscono la privacy; 
  • ACCOMPAGNA i tuoi figli, soprattutto i più piccoli, il più possibile e da subito attraverso l’esperienza di navigazione online, condividendo insegnamenti e impressioni sui contenuti; 
  • IMPARA dai tuoi figli. A meno che tu non sia un utente di Internet particolarmente attivo, è probabile che i tuoi figli ne sappiano più di te. È un ottimo modo per capire come si comportano su Internet e per renderli consapevoli di eventuali pericoli; 
  • RISPETTA i loro interessi. I ragazzi di oggi sono cresciuti con Internet, cellulari e SMS. Le nuove tecnologie hanno sempre fatto parte della loro vita e rappresentano una importante opportunità per il loro presente e per il loro futuro.

Consigli per i ragazzi

  • STABILISCI alcune regole di base. Prima di postare qualcosa, pensaci bene!; 
  • ATTENTO a non dare confidenza agli sconosciuti, e non rendere disponibili a chiunque informazioni private, fotografie ecc.; 
  • CONTROLLA le impostazioni sulla privacy dei servizi online che utilizzi e stai sempre attento a cosa condividi e con chi;
  • SEGNALA i contenuti inappropriati. Puoi rivolgerti alla Polizia Postale per segnalare contenuti o attività illegali su Internet (www.commissariatodips.it); 
  • APRITI se hai un problema, parlane con qualcuno: un amico, i tuoi fratelli, i tuoi insegnanti, i tuoi genitori, una associazione o le forze dell’ordine. Qualcuno potrà sicuramente aiutarti.

Il punto di vista: il mondo social specchio di una società violenta

@LucaGalvani @Vincenza Dilecce

Il palcoscenico mass mediatico ci consegna una società più che mai violenta: quei grandi megafoni chiamati social network sembrano, ad ogni commento e condivisione, rendere pericolosamente attuale il bullismo in rete tra ragazzi più o meno giovani. Il cyberbullismo come fenomeno sociale, del resto, si inserisce a pieno titolo in quel sistema di violenza generalizzata e silenziosa che la nostra società da sempre coltiva.

Se a un primo sguardo empirico ma disattento diventa facile attribuire colpe proprio ai social network, abbiamo il dovere di analizzare il bullismo sul web come espressione di esigenze prima di tutto umane, tanto individuali quanto collettive. Questo per dire, contro ogni rischio di retorica, che la crescente e continua violenza che emerge dalla rete non può che essere solo una parte di quella violenza che quotidianamente coltiviamo come individui e comunità.

La tutela dei nostri figli e dei nostri ragazzi passa necessariamente da un’autocritica e da una valutazione dello stato di salute della nostra società, con la presa in carico di tutti quei fenomeni sociali che oggi rendono il nostro vivere nel mondo più difficile, faticoso, e per questo soggetto a sfoghi e comportamenti estremi. Tra questi di certo la violenza nel mondo dei giovani attraverso la rete, dove la tendenza a sopraffarre e insultare come strumento di autodeterminazione si mostra come espressione di un malessere diffuso le cui radici sono ben più profonde degli strumenti social che servono a descriverlo.

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