Caso Laminam, il Comitato: “Ipotesi di relazione fra sintomi e agenti inquinanti” | INTERVISTA

Dopo i nuovi documenti spuntati nel Consiglio comunale di Borgotaro, il Comitato L’Aria del Borgo attacca: “I medici sembrano confermarlo: possibile relazione tra sintomi e agenti inquinanti nell’aria”

BORGOTARO | Da una parte la documentazione resa nota dalla Minoranza del Consiglio comunale di Borgotaro, dall’altra la presa di posizione di Sindaco ed Enti. Nei documenti protocollati l’8 aprile 2017 dal Comune, si rivelava quanto pronunciato dal pediatra di Comunità, il dottor A. Albarelli, in merito alla possibile relazione fra sintomi avvertiti dai bambini dell’Istituto Comprensio “P.V. Manara” e agenti inquinanti presenti nell’aria in concomitanza con la produzione di Laminam. Di fronte a questo, la risposta che un paio di settimane fa Amministrazione ed Enti del territorio hanno ribadito, ovvero l’assenza di pericoli per la salute dei borgotaresi.

Proprio a fronte di quanto emerso durante il Consiglio dello scorso 28 febbraio, le acque in paese si sono ulteriormente agitate in seguito alle dichiarazioni di Ausl. Essendo il documento in possesso del Comune da più di un anno, è stato facile per opposizione e cittadini pensare che questo fosse stato “occultato” dall’Amministrazione. Le smentite dell’Azienda sanitaria locale e del primo cittadino non si sono fatte attendere. “Si precisa che si tratta di relazioni tecniche che risalgono a quasi un anno fa, non riservate, né tanto meno ‘tenute in un cassetto per mesi’. Sono infatti documenti di lavoro, acquisiti nelle sedi opportune, compresa la Conferenza dei Servizi. Questi documenti sono stati utilizzati anche per mettere in atto gli interventi dei mesi successivi“, ha specificato Ausl in un comunicato prontamente condiviso sui social dal Sindaco.

La versione di Ausl, tuttavia, sarebbe smentita da una lettera pubblicata dal Comitato L’Aria del Borgo, che il sindaco Diego Rossi avrebbe spedito a Luciano Avalli, capogruppo di Minoranza, in data 30 giugno 2017. La lettera accompagnava proprio la documentazione relativa alla Conferenza dei Servizi citata dall’Azienda sanitaria. In essa si legge: “come richiesto forniamo su supporto digitale tutta la documentazione prodotta e inviata al nostro Ente della Conferenza dei Servizi “Laminam” coordinata da Arpae-Sac. Si rammenta […] che corrisponde un obbligo di uso dei dati limitato alla funzione pubblica evitando la diffusione di informazioni non pertinenti, specie quando si tratti di elementi riservati a tutela di interessi economici e commerciali“.

A tal proposito e su quanto emerso nelle ultime settimane abbiamo intervistato in esclusiva i membri del Comitato per tentare di fare chiarezza sulle ultime novità anche alla luce del recente Consiglio comunale. Contattato il Sindaco, non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito se non ribadendo quanto già affermato durante il Tavolo tecnico con Arpae e Ausl.

Durante l’ultimo Tavolo tecnico riunitosi a Parma alla presenza di Arpae, Ausl, Comune di Borgotaro e Assessore regionale all’Ambiente è stato dichiarato che non ci sono pericoli per la salute dopo l’installazione di filtri da parte di Laminam. Il Comitato non ha partecipato al Tavolo, tuttavia sembra che gli Enti abbiano messo la parola “fine” al Caso Laminam. Ma è davvero così?

Se ci limitiamo a commentare i dati nudi e crudi delle analisi effettuate da Arpae si potrebbe anche rispondere che il problema – a parte un paio di occasioni in cui si sono sforati i limiti di legge, con conseguente apertura di un fascicolo in Procura – non c’è mai stato. Ma la realtà è ben diversa, perché da febbraio a dicembre 2017, le segnalazioni pervenute a medici di medicina generale e pediatri sono state 504. Considerando che dal 23 luglio al 27 agosto (fermo produzione Laminam) ci sono state solamente tre segnalazioni. Quindi si sono avute 501 segnalazioni in 10 mesi.

Inoltre, da tempo chiediamo di sapere se le analisi di Arpae siano state effettuate nella effettiva condizione di produzione autorizzata (230 ton/giorno), perché è abbastanza intuitivo capire che se, per esempio, produco 50 tonnellate al giorno, anziché 230, l’impatto delle emissioni sarà quasi un quinto in meno. Purtroppo, questa preziosa informazione ci è preclusa per questioni di segreto industriale. Speriamo che l’azienda autorizzi gli enti a fornirci ragguagli in merito.

A fronte di quanto dichiarato da Arpae in merito alle analisi effettuate sulla qualità dell’aria, ritenete che le indagini siano state condotte in modo approfondito ed esauriente? Oppure è sfuggito qualcosa?

I dati delle specie chimiche forniti da Arpae non sono esaustivi, poiché il monitoraggio non è in continuo e le analisi a camino non contemplano tutte le sostanze potenzialmente presenti, come l’acroleina, che da più parti è indicata come possibile fonte del problema. Inoltre, esistono anche criticità relative ai metodi di campionamento e alla taratura degli strumenti, come spiegato molto bene dalla Minoranza consiliare “Cambiamo Borgotaro” in sede di Consiglio Comunale.

Nonostante le Istituzioni tentino di tranquillizzare la popolazione, i medici continuano a ricevere segnalazioni che dimostrano come i disagi non siano ancora cessati. Il Comitato è sempre in prima linea e in continuo contatto con i cittadini, qual è lo stato d’animo dei borgotaresi anche a fronte di quanto dichiarato da Ausl, Arpae e Comune?

I medici di famiglia e pediatri continuano a ricevere segnalazioni di disturbi a carico delle vie respiratorie. Proprio in questi giorni, uno stimato otorinolaringoiatra, che vive ed esercita a Borgotaro, ha lanciato un appello sui social per richiamare l’attenzione sull’anomala incidenza di alcuni sintomi riscontrati nell’ultimo anno e ha proposto una momentanea sospensione della produzione per capire cosa sta succedendo. Purtroppo, di fronte ad una situazione di disagio che contrasta con le continue rassicurazioni degli enti, molti cittadini ritengono che continuare a segnalare i disagi non risolverà la situazione. Comprendo lo scoramento, ma la verità è che solo con il monitoraggio in continuo dei cittadini si potrà appurare cosa non funziona. Quindi, ai borgotaresi diciamo: continuiamo a sorvegliare l’ambiente, la nostra salute e quella dei nostri bambini. La questione è complessa ma non per questo è irrisolvibile.

Durante l’ultimo Consiglio comunale si è parlato di nuovo di Laminam e la partecipazione dei cittadini è stata copiosa. Quanto emerso ha cambiato il quadro della situazione?

L’ultimo Consiglio comunale è stato teatro di una grande prova di partecipazione dei cittadini di Borgotaro, che hanno dimostrato tutto il loro interesse ad approfondire il problema emissioni, e lo hanno fatto con grande educazione e compostezza. Purtroppo, nonostante fosse noto a tutti che ci sarebbe stata grande affluenza, l’Amministrazione Comunale ha dimostrato, ancora una volta, di non tenere molto al coinvolgimento dei cittadini, così la grande maggioranza dei presenti è rimasta fuori e non ha sentito nulla, perché non si è nemmeno provveduto ad installare un microfono.

In quella sede, l’argomento che ha fatto più scalpore è senz’altro la rivelazione di un documento, datato 8 aprile 2017, dove il pediatra di comunità, dottor Albarelli, constatava una serie di sintomi che i bambini dell’Istituto Comprensivo P.V. Manara hanno manifestato in compresenza di cattivi odori, e concludeva ipotizzando una correlazione tra le due cose. In pratica, questo documento avvalora quanto riportato negli stessi giorni dalla famosa lettera dei medici di famiglia, e potrebbe rivelarsi determinate nell’accertamento, anche in sede processuale, di quello che è accaduto nei primi mesi del 2017.

Come Comitato, ritenete che il Sindaco stia facendo tutto quanto in suo potere per risolvere il disagio avvertito dai cittadini?

Come Comitato non possiamo ritenerci soddisfatti perché, ad un anno dall’insorgere del problema, ancora non si vede la fine del tunnel. Per questo, abbiamo inviato una lettera al Prefetto per chiedere un suo intervento di verifica e controllo dell’operato degli organi istituzionali locali, se conformi all’interesse primario del diritto alla salute dei cittadini di Borgotaro. Inoltre, abbiamo inviato agli enti preposti un documento dove chiediamo di stralciare la situazione impiantistica definita FASE II (con capacità produttiva massima pari a 460 t/g) dalla autorizzazione rilasciata, in quanto è evidente che, date le premesse, un raddoppio della produzione causerebbe quasi certamente un considerevole incremento del disagio.

E ancora, chiediamo che si proceda tempestivamente all’installazione di rilevatori di ultima generazione per il monitoraggio in continuo delle emissioni e di centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria, possibilmente a spese dell’azienda e/o con l’utilizzo di fondi pubblici. Infine, chiediamo di definire e implementare una seria e accurata indagine epidemiologica che definisca i sintomi registrati nell’ultimo anno e ne spieghi le cause.

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Ca' Bianca