Castello di Corniglio e Ostello Cascina Cavalli: diamanti grezzi in Appennino

Ca' Bianca

Il nostro Appennino è ricco di strutture d’accoglienza: ecco due esempi da valorizzare; entrambi sono gestiti dalla Cooperativa 100Laghi di Corniglio

La Cooperativa di comunità 100Laghi nasce nel 2011 a Corniglio con lo scopo di promuovere sul territorio varie attività: il turismo locale, i servizi sociali e l’agricoltura. Nel corso degli anni questa realtà è cresciuta e uno dei progetti che sta portando avanti è il recupero delle piccole biblioteche di montagna. Nello specifico, la cooperativa gestisce le biblioteche di Monchio, Tizzano, Calestano, Neviano e Lesignano. Per quanto riguarda l’ambito turistico, la 100Laghi si è aggiudicata nel maggio 2015 il bando per la gestione dell’Ostello Cascina Cavalli di Riana e per l’ostello del Castello di CorniglioCinzia Ferraresi – da un anno presidente della cooperativa – ci porta alla scoperta di queste due strutture d’accoglienza immerse nella splendida cornice dell’Appennino parmense.

Ostello Cascina Cavalli: tre camere per sette posti letto

Nella piccola e appartata frazione di Riana, a due chilometri da Casarola – paese natio del padre di Attilio Bertolucci – e a pochi minuti d’auto da Monchio delle Corti, sorge l’Ostello Cascina Cavalli. La struttura è di proprietà del Parco dei Cento Laghi. Grazie alla Fondazione Cariparma e al piano di sviluppo ambientale della regione, nel 2011 sono stati avviati i lavori di ristrutturazione. Il nuovo Cascina Cavalli è stato inaugurato nell’ottobre 2012; dispone di due camere con bagno in comune e una con bagno interno, per un totale di sette posti letto. A disposizione degli ospiti c’è anche la nuova e ben fornita cucina.


All’interno dello stesso edificio, al piano superiore, c’è anche una sala in tipico stile montanaro; i muri in sasso sono abbelliti da una mostra permanente di antichi attrezzi contadini. Una sorta di museo Guatelli in miniatura. Questo spazio viene sfruttato costantemente dal Parco Regionale per i convegni; mentre gli abitanti di Riana lo utilizzano per celebrare la festa del patrono: San Carlo. Gli ospiti dell’ostello hanno però la possibilità di affittarlo a parte, previa prenotazione.

Nel 2016 l’ostello di Riana ha contato in totale 250 presenze: “I nostri ospiti – spiega Cinzia – spaziano dagli appassionati di montagna che usano l’ostello come punto tappa per fare le escursioni, alle famiglie che vogliono trascorrere qualche giorno di relax nella natura”. C’è anche chi apprezza il silenzio e la tranquillità con altri scopi: “Lo scorso inverno una ragazza è venuta qui per studiare, dopo essersi assicurata di essere l’unica ospite. Una sorta di ritiro spirituale”, scherza Cinzia.

L’Ostello nel Castello

Spostandosi di appena dieci chilometri si raggiunge Corniglio.
Affacciato sulla piazza principale del paese e posato su uno sperone di roccia, sorge imponente il Castello di origine medievale. Costruito a scopo difensivo nel XIII secolo, la sua funzione primaria era il controllo della Val Bratica e dell’Alta Val Parma. Fortunatamente le esigenze belliche non sussistono più e dai bastioni rialzati del Castello si può godere di una rigenerante vista sui monti circostanti.

Ristrutturato nel 2003 in occasione del Giubileo, il Castello è in parte sede del Municipio e degli uffici comunali. Nell’ala posteriore del maniero è stato invece ricavato un ostello. La reception e il punto d’informazioni turistiche si trovano al piano terra; il primo piano è riservato alla cucina e ad una sala comune ricreativa. Le sette camerate sono disposte tra il secondo e il terzo piano, tutte con bagno esterno. La capienza massima della struttura è di cinquanta posti letto, il prezzo 15 euro a notte. Ad ogni stanza è associato il nome di un lago della zona, ad esempio Lago Ballano o Lago Verde; ogni camerata è arricchita da frasi e citazioni sulla natura. E in ogni punto dell’ostello lo sguardo può posarsi su un panorama unico: il nostro Appennino.

Una vetrina per l’Appennino

Il prossimo progetto a cui la Cooperativa sta lavorando è la creazione di un negozio a Corniglio che faccia accoglienza turistica e vendita diretta; sia per quanto riguarda i prodotti enogastronomici sia per quelli di artigianato locale. “Stiamo cercando di creare una rete quassù per essere più visibili e più forti – precisa Cinzia. Ci rende ottimisti il fatto che diversi giovani stiano aprendo delle attività e abbiano voglia di fare. Il Castello ha un potenziale enorme ma valorizzare la singola struttura non basta. Un ostello funziona se sul territorio ci sono tante attività ed escursioni da proporre. Più stimoli si offrono, più i turisti sono invogliati a fermarsi a lungo, non solo due o tre giorni”.

Montagna è sinonimo di sport, attività all’aria aperta e cibo genuino. Il nostro Appennino ha tutte le carte in regola per diventare un’eccellenza sia nell’ospitalità turistica che nell’ambito gastronomico. I primi a credere nel cambiamento dobbiamo essere noi; la buona volontà ai soci della Cooperativa 100Laghi non manca. Ma per concretizzare le idee serve collaborazione e unione d’intenti tra istituzioni, associazioni e cittadini. La rinascita della montagna può partire anche da due ostelli: è sufficiente individuare il potenziale inespresso per svilupparlo a livello comunitario.

Chi più in alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna
Walter Bonatti

© riproduzione riservata

Il futuro della montagna? Visione d’insieme e riscoperta di valori condivisi – SPECIALE

HTML Snippets Powered By : XYZScripts.com
Privacy Policy