Alluvione: si fa luce sulle cause; l’esperto: “La cassa sul Baganza avrebbe evitato i danni”

Paolo Mignosa, docente di Costruzioni Idrauliche e Idrologia dell’Università di Parma, fa luce sull’alluvione: “Situazione causata dalle fortissime piogge verificatesi in montagna”

PARMA | È iniziato tutto domenica pomeriggio, con la prima neve che è precipitata anche in pianura imbiancando i tetti. Poi l’imponderabile. Piogge torrenziali, temperature sotto zero e rapida formazione di ghiaccio sulle strade e sulla vegetazione in men che non si dica. Così da domenica sera sono iniziati i disagi nella prima collina parmense e in Appennino; gli alberi hanno iniziato a cadere tranciando le linee elettrice, lasciando numerose famiglie al buio, mentre fiumi e torrenti aumentavano la loro portata ingrossati dalle abbondanti precipitazioni che si stavano abbattendo nelle alte valli del Taro, Parma, Enza, Baganza e Secchia. Lunedì la situazione non è migliorata e addirittura in montagna le temperature si sono alzate, facendo sì che alla pioggia si unisse lo scioglimento di neve e ghiaccio, causando così l’alluvione nella mattinata di martedì.

Questa le condizioni che hanno portato alle conseguenziali alluvioni di Colorno e Lentigione, ci spiega un esperto contattato dalla nostra redazione. E su questo spiega: “Non è un’ipotesi – afferma Paolo Mignosa, docente ordinario di Costruzioni Idrauliche e Marittime e Idrologiama una certezza. La piena è stata causata da queste fortissime piogge, mentre lo scioglimento della neve può aver dato un contributo modesto, non sostanziale. Si tratta, tuttavia, di un evento molto raro, che verrà meglio quantificato quando si analizzeranno tutti i dati a disposizione“. Il professore, poi, ha spiegato come sia estremamente complesso prevedere un evento di tale portata: “Nonostante le capacità di previsione dei modelli meteorologici siano enormemente migliorate negli ultimi anni, non è ancora possibile valutare quanto pioverà su un certo territorio e con quale intensità con un anticipo di ore o addirittura di giorni. In questo senso l’evento non era prevedibile“.

Sulla cassa di espansione sul Baganza: “Avrebbe contenuto la piena evitando gli allagamenti

Quando abbiamo chiesto al professor Mignosa se la cassa di espansione sul torrente Baganza – il cui progetto sta facendo ampiamente discutere – avrebbe evitato l’alluvione a Colorno, è stato piuttosto categorico: “Certamente si. Nella notte sono state manovrate le paratoie della cassa sul torrente Parma fino a riempirla quasi del tutto, ma questa cassa ‘controlla’ solo il torrente Parma, mente il Baganza non è attualmente controllabile in alcun modo ed ha dato il suo contributo alla piena. Se ci fosse stata la cassa sul Baganza a Colorno la piena sarebbe stata contenuta in alveo, evitando così gli allagamenti“.

Infine il professore ha fatto il punto anche sull’alluvione di Lentigione, analizzando le cause che hanno portato alla rottura dell’argine contenitivo: “La piena era così elevata da non poter essere contenuta entro l’alveo e quindi l’acqua è tracimata sopra l’argine – chiarisce Mignosa. Quando succede questo l’argine, che è in terra, di solito non è in grado di resistere e viene progressivamente eroso dalla corrente, fino ad essere demolito del tutto; se questo venisse confermato dai dati pluviometrici che stiamo attendendo si potrebbe dire che non ci siano profili di responsabilità umana“.

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Ca' Bianca