La Regione stanzia 28 milioni per l'agricoltura del Parmense

Coldiretti esprime soddisfazione per l’origine del grano in etichetta

Il Presidente di Coldiretti Luca Cotti: “Un provvedimento fondamentale, sostenuto da Coldiretti per smascherare l’inganno del commercio estero del grano

Apprezzamento e plausi vengono espressi anche dal Presidente Coldiretti Parma, Luca Cotti. Il Ministero delle Politiche agricole Maurizio Martini e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e inviato, secondo procedura, alla Commissione Europea.

L’etichettatura di origine obbligatoria per il grano usato per produrre la pasta – commenta il Cotti – risponde all’ esigenza di smascherare l’inganno del prodotto estero. Spacciato per italiano in una situazione in cui un pacco di pasta su tre contiene grano straniero senza che i consumatori possano saperlo. Come ha sostenuto il Presidente nazionale Moncalvo si tratta di un provvedimento fortemente sostenuto dalla Coldiretti. Con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza negli acquisti. E di fermare le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione“.

In pericolo – ha precisato Moncalvo – non ci sono solo la produzione di grano e la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano. C’è anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione. E anche gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione Made in Italy“.

Principali produttori di grano duro

L’Italia è il principale produttore europeo di grano duro. Destinato alla pasta con 4,9 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,3 milioni di ettari che si concentra nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano il 42% della produzione nazionale, seguite dalle Marche.

Nonostante ciò sono ben 2,3 milioni di tonnellate di grano duro che arrivano dall’estero in un anno senza che questo venga reso noto ai consumatori in etichetta. L’81 % dei consumatori italiani ritiene che la mancanza di etichettatura di origine nella pasta possa essere ingannevole. secondo la consultazione pubblica on line sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari.  

Una procedura seguita dall’Italia con successo per il latte ed i suoi derivati e che ora finalmente si realizza anche per il prodotto più amato degli italiani. La pasta avrà l’identikit in etichetta. Il Decreto che introduce la sperimentazione dell’indicazione obbligatoria dell’origine per la filiera grano pasta è stato inviato a Bruxelles. Prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicato in etichetta il nome del Paese nel quale il grano viene coltivato. Se proviene da più paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le diciture: paesi UE, paesi NON UE, paesi UE E NON UE. Inoltre, se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese si potrà usare la dicitura: Italia e altri Paesi UE e/o non UE.

Queste indicazioni sull’origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo. In modo da essere facilmente visibili, chiaramente leggibili ed indelebili. 

 

© riproduzione riservata

Indicazione d’origine obbligatoria per i prodotti lattieri: stop agli inganni

Privacy Policy