L'obiettivo è quello di arrestare la crisi delle aziende agricole di montagna: in etichetta arriva la denominazione "Prodotto di Montagna"

Arriva il “Prodotto di Montagna” in etichetta; ecco le eccellenze Made in Emilia

Ca' Bianca
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L’obiettivo è quello di arrestare la crisi delle aziende agricole di montagna: in etichetta arriva la denominazione “Prodotto di Montagna

Valorizzare la provenienza delle produzioni e cercare di arrestare la diaspora delle aziende agricole di montagna è l’obiettivo di Coldiretti Emilia Romagna che accoglie con la soddisfazione il provvedimento della Conferenza Stato Regioni che prevede l’approvazione dell’etichetta “Prodotto di Montagna“. “La speranza – commenta Coldiretti – è quella di arrestare la crisi delle aziende di montagna che negli ultimi dieci anni sono crollate del 40%“. 

Grazie al nuovo provvedimento i prodotti agroalimentari delle aree di montagna potranno riportare in etichetta l’indicazione di qualità “Prodotto di Montagna”, così come già introdotto dal Regolamento UE del 2012 finalizzato a valorizzare la provenienza delle produzioni. “È un provvedimento – commenta Coldiretti Emilia Romagna – che riconosce il valore dell’origine delle produzioni agroalimentari e rafforza l’importanza di fornire ai consumatori informazioni trasparenti“.

Produzione e trasformazione nelle aree montane

In questo modo l’etichetta “Prodotto di Montagna” diventa uno strumento sia economico, sia sociale al servizio dei produttori e degli amministratori di 120 Comuni emiliano romagnoli. Per essere classificati “di montagna” i prodotti vegetali e il miele devono essere totalmente ottenuti e trasformati nelle aree montane. I prodotti zootecnici devono essere ottenuti da animali allevati negli ultimi due terzi della loro vita in montagna e nutriti con mangimi prodotti in aree di montagna per percentuali pari al 60% per i bovini, al 50% per pecore e capre e al 25% per i maiali. La trasformazione di carne e latte deve avvenire in strutture situate entro una distanza massima di 10 chilometri dai confini amministrativi dei Comuni montani, per quanto riguarda il latte, ed entro 30 chilometri per la carne.

La valorizzazione dei prodotti di montagna – conclude Coldiretti – è un importante tassello per salvaguardare la presenza dell’attività agricola in aree dove la presenza dell’uomo è fondamentale per l’equilibrio ambientale e la salvaguardia dal dissesto idrogeologico“.

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