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Colorno-Casalmaggiore, il ponte non riapre ed è polemica su tutti i fronti

Ca' Bianca
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Sindaci della Bassa preoccupati per la gestione del traffico: “Serve un’alternativa al più presto”; mentre la politica discute e c’è chi gioca a scaricarsi le colpe: “Azioni insufficienti a tutela del cittadino

COLORNO | Il Ponte che collega CasalmaggioreColorno e permette l’attraversamento del Fiume Po rimane chiuso. La Regione Lombardia ha annunciato lo stanziamento di tre milioni e mezzo di euro per il ripristino, ma i fondi rimarranno congelati fino a fine mese quando verrà valutata l’entità complessiva del danno. I fondi verranno stornati da quelli messi a disposizione per il Ponte Verdi: la spesa potrebbe aggirarsi intorno ai 600.000 euro, ma ancora non ci sono riscontri definitivi. L’Assessore regionale lombardo Gianna Fava ha poi attaccato l’Emilia Romagna: “Non ha rispettato gli accordi. Saremmo anche stati disponibili a sopperire, ma l’emergenza ora è Casalmaggiore. Sul Ponte Verdi ora tocca all’Emilia fare la propria parte“.

Una situazione che si fa sempre più difficile, con i collegamenti tra Emilia e Lombardia che vacillano e vengono dirottati su strade secondarie e di portata minore, creando disagi alla popolazione, in particolare ai pendolari. “Sul Ponte di Casalmaggiore – ha dichiarato il delegato alla viabilità della Provincia di Parma Gianpaolo Serpagli – abbiamo dato l’incarico per un censimento delle travi che sarà effettuato in settimana“. Serpagli conferma anche la disponibilità della Regione per attivarsi nella ricerca delle risorse necessarie alla realizzazione degli interventi. Così come sul Ponte Verdi dove è stato chiesto di velocizzare le procedure per il finanziamento in modo da indire l’appalto ed iniziare i lavori.

Percorsi alternativi; la Municipale di Sorbolo: “Ora tutto sotto controllo”

Sindaci della Bassa preoccupati per la gestione del traffico: "Serve un'alternativa al più presto"; mentre la politica discute e c'è chi gioca a scaricarsi le colpe: "Azioni insufficienti a tutela del cittadino"La Polizia Municipale di Sorbolo, contattata telefonicamente dalla nostra redazione, ha affermato che attualmente il traffico è sotto controllo: “I disagi – hanno spiegato gli agenti – si sono verificati nelle prime ore dopo la chiusura, quando le persone imboccavano la strada per il Ponte ed erano poi costrette a fare ritorno. Adesso conoscono le strade alternative e la viabilità non presente particolari disagi o problemi“. In media transitavano sul Ponte di Casalmaggiore 20.000 mezzi al giorno: una delle principali alternative è il ponte di Boretto e Viadana, ma per diminuire i disagi anche Trenord si è resa disponibile a potenziare le corse sulle tratte Parma-Casalmaggiore e Casalmaggiore-Parma. Parte del traffico è stato deviato anche sul Ponte Verdi.

Impossibile prevedere fino a quando il Ponte di Casalmaggiore rimarrà chiuso: dai sopralluoghi una trave portante è risultata spezzata ed occorreranno due mesi per le verifiche strutturali e la messa in opera delle riparazioni di emergenza. Una situazione delicata e complessa che, come affermano i Parlamentari di Parma del Partito Democratico, va al di là della viabilità e coinvolge anche le attività turistiche e la condizione di molti lavoratori. “Necessario – proseguono RomaniniMaestriPagliari – capire l’entità dei danni e approntare un piano di emergenza“.

E nel mentre che viene chiesto un incontro con il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, anche la destra chiama in causa lo Stato: “È indiscusso – afferma Nicola Scillitani, coordinatore di Fratelli d’Italia a Colorno – che il problema sia di carattere nazionale e auspichiamo che non si debba aspettare anni per vedere riaperta questa importante arteria del territorio colornese“. Una situazione “vergognosa” anche per Nicolas Brigati, capogruppo di Cambiamo Musica Busseto e Coordinatore di Forza Italia Giovani. “I collegamenti con la Lombardia sono a rischio: lo vediamo con il Ponte di Ragazzola, con il Ponte Autostradale di Castelvetro Piacentino, con quello di Boretto-Viadana. Dov’è la Regione Emilia Romagna?“.

Michela Canova: “La soluzione? Un traghetto sul Po“; Nicola Cesari: “Strade della Bassa a dura prova”

Sindaci della Bassa preoccupati per la gestione del traffico: "Serve un'alternativa al più presto"; mentre la politica discute e c'è chi gioca a scaricarsi le colpe: "Azioni insufficienti a tutela del cittadino"L’urgenza, nell’immediato, è quella di trovare una soluzione. Ed ecco che il sindaco di Colorno Michela Canova lancia l’idea della navetta sul Po. Si tratterebbe di un traghetto che, almeno tre volte al giorno, collega l’attracco di Casalmaggiore a quello di Sacca. “Ho contattato – ha spiegato il Primo Cittadino colornese – un’impresa che ha un’imbarcazione di 50 posti e chiederò all’azienda dei trasporti di istituire bus tra il molo e il Paese“. 

Dall’altra parte del Po il consigliere di Forza Italia del Comune di Casalmaggiore Orlando Ferraroni propone il ponte di barche. “Questi zatteroni – afferma – sopportano i carri armati, figuriamoci le auto. Il nostro esercito, con il genio pontieri, è certamente in grado di montare una struttura del genere in poco tempo“. 

Infine c’è anche chi, come il sindaco di Sorbolo Nicola Cesari è preoccupato per le deviazioni del traffico pesante sulle arterie stradali provinciali e comunali della Bassa Parmense. Alcune strade sono state transennate per evitare il passaggio di mezzi pesanti: “Ecco cosa ci tocca fare – ha commentanto – per evitare che vengano devastati argini, strade e ponti secondari“. Con una conclusione amara, ma purtroppo veritiera: “Chissà per quanto tempo ancora“.

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