Colorno, il centro vaccini non riaprirà: “Sempre i cittadini a rimetterci”

Smentita dall’AUSL la possibilità di una riapertura a marzo; la protesta di Nicola Scillitani (FdI): “Sempre il cittadino a pagare le conseguenze”

Colorno | Il centro vaccinale pediatrico di Colorno non riaprirà. È quanto emerso da un incontro organizzato dall’Azienda USL in merito al tema della ricollocazione dei centri vaccinali nel territorio parmense.

Secondo i dirigenti dell’AUSL, nei poli vaccinali che sono stati chiusi per accorpare i servizi alla struttura di Parma non ci sarebbe abbastanza personale per fronteggiare in tempi rapidi l’elevata richiesta di vaccinazioni; nelle strutture mancherebbero le attrezzature, compresi i frigoriferi per contenere i vaccini. Per questo motivo l’ipotesi di una riapertura a marzo del centro di Colorno non diverrà realtà.

Dopo l’aumento del numero di vaccinazioni obbligatorie stabilito dal decreto del governo convertito in legge lo scorso luglio, nei mesi scorsi trentasei poli vaccinali distribuiti nel territorio sono stati chiusi per dare spazio a un unico centro posto a Parma, in via Leonardo Da Vinci. Lo scopo è quello di creare una task force che offra un servizio meglio organizzato, più rapido ed efficiente. Notevole, però, il disagio delle famiglie della provincia, costrette a spostarsi, passeggini alla mano, anche di molti chilometri.

La protesta di Fratelli d’Italia: “Ecco una delle ragioni che spingono l’Italiano a non mettere su famiglia”

Presenti all’incontro anche gli esponenti di Fratelli d’Italia, che hanno espresso ai dirigenti tutte le loro perplessità sulla questione. Nicola Scillitani, coordinatore di FDI a Colorno, ha dichiarato: “Alla fine è sempre il cittadino che ne paga le conseguenze. Con questa scellerata decisione di localizzare il servizio in un’unica sede, migliaia di persone ogni anno saranno costrette a spostarsi a Parma per far vaccinare i loro bambini, dovendo fare file lunghissime e perdendo giornate di lavoro”. Scillitani ha ricordato come Fratelli d’Italia abbia proposto, per agevolare gli spostamenti, un servizio navetta gratuito, che colleghi il polo di Parma a quello di Colorno, o quanto meno l’individuazione di una fermata in zona Leonardo da Vinci per le linee autobus che arrivano dal comune parmense. Vaga, stando a FDI, la risposta dei dirigenti dell’AUSL.

Se vogliamo che gli Italiani ricomincino a metter su famiglia recuperando fiducia nelle istituzioni e nel futuro, dobbiamo impegnarci tutti molto seriamente ad agevolare la loro vita di genitori, già di per sé complicata”. Di fronte a simili decisioni, per Fratelli d’Italia non ci sarebbe da meravigliarsi per il calo della natalità su cui ogni anno puntano il dito i dati dell’ISTAT: “Un nucleo familiare oggi deve cercare di districarsi tra problemi economici e una grande paura per il futuro dei propri figli. “Sicuramente ‒ conclude Scillitani ‒ è una delle tantissime ragioni che spingono l’Italiano a non mettere più su famiglia”.

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Ca' Bianca