Via le croci dalla chiesa: polemica a Camporosso per la pubblicità Lidl

Via le croci dalla chiesa: polemica a Camporosso per la pubblicità Lidl

Ca' Bianca

Lidl al centro della bufera nel Comune di Dolceacqua; il Sindaco tuona: “Sulla chiesa ci sono le croci, rispettate le nostre tradizioni

IMPERIA | Eliminate le due croci della chiesa di Sant’Antonio Abate di Camporosso, è quanto accaduto nei giorni scorsi nella frazione di Dolceacqua, vicino a Imperia. Ma nessuno si è preso le vere croci, poiché il gesto è stato il frutto di un’operazione di marketing della Lidl – nota catena di supermercati – che ha fatto sparire i simboli sacri con un fotomontaggio. Infatti, in un poster promozionale, la chiesa viene ritratta senza i simboli cristiani per non offendere i clienti di altri religioni urtandone la sensibilità. La comunità non cristiana di Camporosso sarebbe in effetti piuttosto consistente, di qui la scelta pubblicitaria.

Ma il sindaco di Dolceacqua, Fulvio Gazzola non ci sta e minaccia di rivolgersi ad un locale se la pubblicità non verrà rimossa. “Mostrate foto di Dolceacqua che rispecchiano la realtà. Se non volete le croci piuttosto mettete il castello Doria“, ha dichiarato il primo cittadino intento a difendere l’immagine del suo Comune. Il Sindaco aveva già scritto ai responsabili del supermercato di Camporosso, chiedendo di affiggere un poster non modificato. “Ho chiesto di ripristinare le croci – spiega Gazzola -, mi avevano risposto che era una immagine provvisoria in bianco e nero e di aspettare. Ora ho atteso, ma non è successo nulla“.

Lidl già in passato eliminò croci per non urtare la sensibilità altrui

Non è la prima volta che Lidl scatena polemiche per le proprie scelte commerciali, che vengono attuate con le migliori intenzioni ma suscitano l’effetto opposto. A inizio settembre, infatti, l’azienda fu criticata per aver eliminato delle croci dalle cupole blu di Santorini. L’immagine venne utilizzata sulle confezioni di alcuni prodotti con un fotomontaggio analogo, anche in questo caso la compagnia si difese spiegando che si trattava di una forma di rispetto verso tutte le religioni.

Possono certamente utilizzare la foto di Dolceacqua e ci fa anche piacere, è un simbolo della zona e un luogo molto conosciuto. Ma se vogliono farlo, devono rispettare la realtà dei fatti: sulla chiesa ci sono le croci, simbolo di tradizione prima che di religiosità” insiste il Sindaco di Dolceacqua, sostenuto dagli altri residenti e da tutti coloro che non vogliono, in nome di una sensibilità estrema, rinunciare ai simboli del passato.

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