Il calcio biologico che sa di OGM; le nostre 5 domande al Parma Calcio
Ecco le nostre cinque domande al Parma Calcio 1913 a cui chiediamo risposte chiare; ruolo del Presidente, contratti, costi del progetto e idee chiare per il futuro
Ecco le nostre cinque domande al Parma Calcio 1913 a cui chiediamo risposte chiare; ruolo del Presidente, contratti, costi del progetto e idee chiare per il futuro
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@AndreaAdorni e @LucaGalvani
Dopo il crack Ghirardi il Parma sembrava essere finito. Poi tifosi e città sono tornati a credere in un progetto, proposto dall’attuale società Parma Calcio 1913, che gli ha fatto sperare di poter tornare ancora ad alti livelli. E sono comparsi nomi come Nevio Scala, Lorenzo Minotti, Luigi Apolloni: garanzie di un Parma che aveva fatto sognare per tanti anni, raggiungendo traguardi importanti. Non si poteva che reagire con entusiasmo e smisurata fiducia verso questa nuova società.
Quando è arrivata l’ufficialità si è iniziato a parlare di calcio biologico. Tutta la dirigenza del Parma ha accolto in pieno il progetto. E in questi anni lo ha portato avanti. O forse no? “Un calcio strutturalmente sostenibile, con persone serie e competenti a cui lasceremo la guida tecnica. Con grande umiltà“, queste le parole di Guido Barilla il giorno della presentazione.
Il calcio biologico è – nelle parole dell’attuale vice presidente Marco Ferrari – “un nuovo modello. Siamo convinti che si possa fare in un altro modo. Nel 1999 in Germania si è dato vita a modelli di multiproprietà e di azionariato popolare. Questo processo ha bisogno di essere accompagnato da un’azionista di maggioranza e da un azionariato diffuso“.
Ci hanno provato per un anno e la promozione in Serie C è stata la ciliegina sulla torta di un progetto che poteva funzionare. Poi, qualche giorno fa, la fine. Esonero di Apolloni, dimissioni immediate di Scala, con tanto di rancori verso la società, colpevole di non aver creduto al progetto.
Ma dietro a tutti questi buoni propositi, c’era davvero un progetto biologico? Il calcio, si sa, vive da sempre di guadagni. Poteva sopravvivere un progetto del genere nell’ambiente calcistico italiano? La trasparenza promessa è stata rispettata? Per questo oggi pensiamo di rivolgere cinque domande alla società. Sono domande che si pone anche la gente di Parma, che si pongono i tifosi. Crediamo sia doveroso avere una risposta.
1) L’ex presidente Scala, percepiva uno stipendio per ricoprire il suo ruolo?
2) Quali contratti legano giocatori e dirigenti tecnici al Parma Calcio 1913?
3) Quanto è costato, nel suo complesso, il calcio biologico a Parma?
4) Perché non è stata presa in considerazione l’esperienza tecnica di Nevio Scala nella scelta di esonerare Apolloni?
5) Si è parlato di fallimento tecnico del progetto, è così e cosa significa per il futuro?
In questi giorni voci ricorrenti fanno riferimento ad un presunto compenso economico di Nevio Scala per il ruolo di Presidente. Un aspetto che dimostrerebbe incoerenza con il progetto del calcio biologico. Ma anche con le parole dello stesso Scala che, in una delle interviste rilasciate appena insediatosi come Presidente, aveva detto: “Sono molto felice del mio nuovo ruolo e dell’affetto dei tifosi. Faccio il mio lavoro gratis, l’unico compenso sono i due abbonamenti al Teatro Regio di Parma“. Qual è la verità?
Anche in merito ai contratti, dimissionari a parte, ad oggi il Parma Calcio dovrà pagare lo stipendio per un altro anno all’ex allenatore Luigi Apolloni e ai due dirigenti sportivi Lorenzo Minotti e Andrea Galassi. Tutto in contraddizione con l’idea di calcio biologico, che prevedeva contratti a breve scadenza. È anche vero che la società, al rinnovo del contratto, aveva giustificato la decisione come “una ricompensa per il lavoro svolto fino ad ora“. Però ora continuerà a pagarli.
Infine la trasparenza. Punto cardine del progetto. Lo stesso Scala aveva dichiarato: “Saremo trasparenti e con i vetri alle finestre molto puliti“. Se la risposta a queste nostre cinque domande confermasse le voci che si rincorrono negli ultimi giorni, i vetri non sarebbero poi così puliti.
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