Appennino a secco, il Parco Nazionale: "Trovare soluzioni efficienti"

Appennino a secco, il Parco Nazionale: “Trovare soluzioni efficienti”

Ca' Bianca

Il Parco Nazionale dell’Appennino fa i conti con l’emergenza ambientale, a valle e sui crinali: “Occorre cambiare i comportamenti nella produzione e nei consumi dell’acqua” 

APPENNINO | Pochi giorni il Consiglio Direttivo del Parco Nazionale dell’Appennino ha affrontato il tema dell’emergenza ambientale, provocata negli ultimi mesi dal perdurare della siccità. “Serve un salto di qualità delle politiche nazionali ed internazionali di prevenzione e mitigazione degli effetti, ma serve anche un cambiamento dei comportamenti nella produzione e nei consumi da parte delle imprese, delle famiglie e dei singoli. Servono inoltre strategie e misure immediate di adattamento“. Questo, in sintesi, è ciò che è emerge dal documento stilato dai consiglieri al termine della riunione. 

Le temperature che si sono registrate negli ultimi mesi si vanno ad aggiungere al preoccupante panorama climatico dell’Appennino, di cui fanno parte le scarse precipitazioni, l’assenza di neve, il precoce rinsecchimento e caduta di fogliame dagli alberi, la riduzione e prosciugamento di sorgenti, torrenti e corsi d’acqua e la comparsa di incendi boschivi. “E difficile – si legge ancora nel documento – valutare quanto ci sia di eccezionale in tutto questo o quanto piuttosto ciò rappresenti l’inizio di una nuova, cambiata normalità. E difficile altresì, di conseguenza valutare tutti i cambiamenti che si possano produrre sul territorio del nostro Appennino“.

Preoccupazione per le emergenze sulle coltivazioni e sull’economia del territorio

La crisi idrica dovrebbe portare, in modo urgente, a rivedere i parametri dei bilanci idrici di bacino e anche i modelli previsionali. Quindi devono essere rivisti i piani e programmi di gestione delle acque rispetto alla conservazione, la disponibilità, allo stoccaggio e all’uso rigoroso ed efficiente delle sorgenti per i diversi consumi potabile, energetico e idrico. Il Parco Nazionale si propone di approfondire le problematiche di sua più competenza in relazione alla tutela del patrimonio forestale, del patrimonio e degli ecosistemi di sorgenti, laghi, torrenti e fiumi.

La proposta viene poi fatta anche alle autorità competenti affinchè programmino sedi e tempi di modalità di confronto sui temi del bilancio idrico, di gestione delle infrastrutture esistenti, della costruzione di nuove opere di stoccaggio delle acque e sull’emanazione di linee guida rigorose sui prelievi e i consumi. “In particolare ci rivolgiamo a Regioni, Autorità di Bacino, gestori di acquedotti e consorzi di bonifica. In tutte queste sede il Parco dell’Appennino è disposto a portare il proprio contributo costruttivo per l’utilizzo sostenibile delle risorse“.

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