Parma, un altro femminicidio: “Il settimo in due anni, bollettino d’orrore e disperazione”

L’omicidio di Filomena a San Polo porta alla luce alcune riflessioni; è il settimo nel…

L’omicidio di Filomena a San Polo porta alla luce alcune riflessioni; è il settimo nel Parmense dal 2016: “Servono pene certe, dobbiamo fermare la mattanza

SAN POLO DI TORRILE | Il femminicidio di Filomena Cataldi, la 44enne uccisa a San Polo di Torrile, è il settimo nel Parmense dal 2016. Massacrata dal vicino di casa con un posacenere: l’uomo, un cinese di 37 anni, non era nuovo ad episodi simili ed era libero di girare in Paese senza che nessuno si preoccupasse di controllare le sue azioni. Sono molti gli esponenti politici e le associazioni che in queste ore si sono interrogati su cosa serve fare per evitare episodi di questa gravità: “Dobbiamo fermare la mattanza”.

Le donne della Cgil hanno parlato di cultura, di percorsi di educazione che coinvolgano i giovani e gli uomini, oltre che di potenziamento dei centri antiviolenza. Il grosso problema da risolvere rimane quello delle denunce: “Poche – scrive la Cgil in una nota – anche quelle contro ignoti“. Se si prosegue su questa strada si arriverà a minare “quel sentimento di fiducia che è alla base delle relazioni tra le persone“. C’è una parola – disperazione -, su cui si snoda l’attenzione del sindacato: “È quella che leggiamo più spesso sui giornali; una parola a cui non vogliamo arrenderci, ma vogliamo credere che ci siano azioni concrete da opporre a tutto questo a cominciare dalle piccole solidarietà tra di noi, dall’attenzione agli sguardi, agli atteggiamenti, alle paure inespresse, ai gesti sottovalutati. E dal rifiuto dell’idea che essere donna debba tradursi in una eterna diffidenza che soffoca e ammutolisce. E che ancora una volta uccide“. 

I carnefici li definisce “uomini senza scrupoli, senza dignità e senza cuore” Nicolas Brigati, coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani Parma. “Una società malata – prosegue – dove occorre domandarci cosa dobbiamo fare per evitare questi episodi che vanno condannati perchè di  una gravità assoluta“. Due le cose da cui partire, secondo il forzista parmigiano: un’educazione che insegni il rispetto dell’essere umano e una giustizia efficace che proponga soluzioni in tempi rapidi e che assegni le giuste pene. 


Due argomenti che ribadisce ed approfondisce anche la referente per Parma Dipartimento Tutela Vittime Fratelli d’Italia Elisa Guareschi sottolineando che questi episodi “ci ricordano che le persone non sono sicure in casa loro, nelle loro relazioni, nei luoghi in cui tutti auspichiamo essere protetti e tutelati“. Episodi come il femminicidio di San Polo sono sempre preceduti da segnali che indicano una possibile escalation, ma molti non denunciano “per paura che il loro racconto non venga creduto o che ci siano processi eterni e pene non applicate in modo efficace“. Fondamentale, secondo l’esponente di FdI, lavorare sulla formazione, a partire dalle scuole e dalle famiglie ma agendo anche sui gruppi di aggregazioni e sulle forze di polizia: “É la più potente forma di prevenzione, se conoscono, sapranno scegliere con consapevolezza quali strade si possono percorrere per uscire da situazioni drammatiche e inaudite. Noi siamo dalla parte delle vittime, ma per potere uscire dagli slogan e dal facile schierarsi in favore del più debole servono scelte coraggiose e concrete e pene certe. Sempre“.

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