Iren 25esima azienda italiana per fatturato; sono 25mila i posti di lavoro in Italia

Presentato lo studio di The European House-Ambrosetti sul contributo del Gruppo Iren alla creazione di valore per i territori e nelle città

IREN | Iren è la 25esima azienda del comparto industriale italiano per fatturato e produce un contributo al PIL nazionale pari a 2,3 miliardi di euro. I ricavi dell’azienda sono aumentati del 9,3% nel triennio 2015-2017 e gli investimenti, che crescono più della media nazionale, del 36,6% nel periodo 2014-2017. Tra gli altri dati significativi per la crescita dell’azienda anche il titolo di borsa, aumentato del 93% negli ultimi 5 anni. Nelle reti idriche gestite da Iren le perdite sono inferiori di 9 punti percentuali rispetto alla media nazionale e, infine, l’azienda contribuisce all’occupazione con oltre 25 mila posti di lavoro in Italia, tra effetto diretto, indiretto e indotto.

Iren genera un contributo al PIL Nazionale di 2,3 miliardi euro e grazie alla propria attività consente l’attivazione di 25mila posti di lavoro in Italia. Sono solo alcuni dei principali dati emersi dalla ricerca “Il contributo di Iren alla creazione di valore per i territori e nelle città” realizzata da The European House-Ambrosetti che, in collaborazione con Iren, ha organizzato l’incontro “Orientati al futuro. Strategie di sviluppo e valorizzazione dei territori” cui hanno partecipato, tra gli altri, Carlo Ratti Director del MIT Senseable City Lab, il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, Valerio De Molli Managing Partner e CEO di The European House – Ambrosetti, Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia, Paolo PeveraroEttore Rocchi e Massimiliano Bianco, rispettivamente Presidente, Vice Presidente e AD del Gruppo Iren.

The European House-Ambrosetti ha applicato a Iren il proprio modello, cosiddetto dei “4 Capitali” (economico, ambientale, cognitivo e sociale culturale), di misurazione e valutazione multidimensionale del valore creato da un’impresa e il suo contributo allo sviluppo del territorio e del Paese. Per quanto riguarda il contributo alla crescita del Capitale economico, Iren rappresenta una realtà industriale di primaria importanza a livello nazionale, posizionandosi – con un fatturato 2017 di 3.7 miliardi di euro25esima tra tutte le aziende del comparto industriale italiano, 6a nel proprio settore di riferimento e 3a tra i comparable, con un tasso di crescita dei ricavi del 9,3% tra il 2015 e il 2017 rispetto a una media dell’industria italiana del -1,5%.

Una crescita globale, attenta anche all’impatto ambientale

Un Gruppo che ha generato un contributo al PIL nazionale pari a 2,3 miliardi di euro tra Valore aggiunto diretto, indiretto e indotto che ha realizzato una crescita degli investimenti nel periodo 2014-17 del 36,6% in un contesto nazionale di investimenti pubblici e privati decrescenti. Grazie agli investimenti realizzati, i clienti, il cui numero è in costante crescita, risultano sempre più soddisfatti. Il tasso di soddisfazione medio dei clienti di Iren è di 93,7 nel 2017, in miglioramento rispetto al valore del 2014 di 90,1. Il dato risulta inoltre superiore di circa 10 punti rispetto alla media degli indici di soddisfazione dei comparable.

Anche la crescita del titolo Iren in Borsa ha generato valore economico per le amministrazioni territoriali che rappresentano i maggiori azionisti Iren alla luce di un incremento del 93% negli ultimi 5 anni. A ciò si aggiungono i dividendi distribuiti ai Comuni azionisti: 255 milioni di euro cumulati negli ultimi 6 anni, cresciuti in modo costante nel periodo. Sul fronte del Capitale ambientale, il Gruppo genera l’86% del totale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e assimilate, una quota superiore rispetto alla media delle aziende comparable (57%) e a quella del Paese (37%).

Iren investe inoltre in importanti progetti di efficientamento energetico ed è attore di rilevanza sistemica anche per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, settore nel quale ha raggiunto una quota di raccolta differenziata (60,6%) superiore alla media italiana (52,5%) e in costante crescita (rifiuti urbani differenziati cresciuti del 63,3% tra il 2013 e il 2017). Iren è particolarmente impegnata nella riduzione delle emissioni di CO2, dove è passata dalle 2,04 milioni di tonnellate di CO2 evitate del 2013 alle 2,76 del 2017, risultando prima tra i comparable. 

Gli investimenti sulla formazione e sul territorio

Infine, nel settore idrico, dove è il terzo operatore italiano, ha servito 3 milioni di abitanti equivalenti nel servizio di depurazione, riducendo le perdite da rete idrica del 4,8% dal 2016 al 2017, raggiungendo una media di perdite di rete nei territori gestiti del 31,7%, contro una media nazionale del 40,7%. Con riferimento al contributo alla crescita del Capitale cognitivo, Iren attiva filiere di Ricerca e Sviluppo su scala internazionale, che coinvolgono un totale di 274 partner, di cui 75 in Italia, 184 in Paesi dell’Unione Europea e 15 in Paesi extra-UE, consentendo importare nel nostro Paese know-how, competenze e conoscenza, al diretto servizio di cittadini, imprese e territori.

Con l’iniziativa IrenUp, Iren si afferma inoltre come uno dei principali finanziatori di Venture Capital italiani, stanziando 22 milioni di euro in 3 anni, il 12% del totale dei fondi Corporate Venture Capital erogati in Italia. Iren investe infine in maniera significativa in attività di formazione, sia interna, sia esterna all’azienda. Internamente, nel 2017, sono state erogate circa 104mila ore di formazione ai dipendenti, coinvolgendo l’88% del totale dei dipendenti. Sul fronte esterno, negli ultimi tre anni sono stati coinvolti all’interno del progetto EduIren oltre 230.000 cittadini dei territori di riferimento.

Iren contribuisce al Capitale sociale e culturale dei territori in cui opera innanzitutto sotto il profilo occupazionale in quanto è un employer sempre più rilevante con circa 7.000 dipendenti e una crescita degli occupati del 37% tra il 2013 e il 2017 (+4% per l’economia Italia) e 600 nuove assunzioni nello stesso periodo, un cumulato pari al 9% dell’organico attuale. A questo impatto occupazionale diretto si aggiungono gli occupati indiretti e indotti, sostenuti da Iren attraverso l’attivazione delle filiere di fornitura e subfornitura e l’effetto sui consumi, per un totale di circa 25.000 occupati: per ogni persona occupata da Iren si attivano 3 ulteriori posti di lavoro nell’economia.

L’offerta di lavoro di Iren aiuta ad affrontare i rilevanti squilibri sociali del Paese: fragilità occupazionale giovanile, condizione femminile e precarietà. Ad oggi infatti il 52% dei neo assunti in Iren è under 30, una quota frutto di una precisa politica aziendale che mira a raddoppiare gli occupati under 30 entro il 2020. La quota di occupazione femminile è a sua volta cresciuta: dal 19,9% del 2013 al 25,5% del 2017. Infine, Iren privilegia rapporti di lavoro di lungo periodo: il 98% degli occupati è assunto a tempo indeterminato, mentre il dato medio del Paese è dell’84,6%.

L’attenzione al sociale e al settore culturale

Iren dà importanza all’ascolto e alla partecipazione dei territori nei quali opera attraverso la creazione dei Comitati Territoriali: organismi di ascolto, confronto progettazione partecipata tra il Gruppo Iren e i propri stakeholder che costituiscono un pilastro fondamentale della relazione tra Iren e i suoi territori. Per quanto riguarda le ricadute sociali esterne all’azienda, Iren contribuisce al settore della cultura con un valore cumulato dei contributi aziendali nel periodo 2013-2017 di oltre 34 milioni di euro dove particolare attenzione è rivolta al sistema teatrale italiano: i finanziamenti versati da Iren agli enti teatrali dei territori in cui opera ammontano a 3,5 milioni di euro nel 2017, che corrispondono al 42% del totale dei contributi raccolti da tali enti.

“Sempre più innovazione, tecnologia e sviluppo sostenibile”

Paolo Peveraro, Presidente Iren, ha dichiarato: “Il nostro futuro, come Aziende di pubblica utilità, sarà quello di allacciare sempre più innovazione, tecnologia e sviluppo sostenibile alla vita quotidiana delle persone, nelle grandi città come nelle piccole comunità urbane. Continueremo a produrre e vendere kilowatt, a illuminare e spazzare strade, a distribuire acqua e gas e raccogliere rifiuti, ma faremo tutto questo declinandolo sempre più con il digitale, l’internet delle cose, la mobilità elettrica, il riciclo e il riuso dei materiali e la compatibilità ambientale“. 

Quattro anni di crescita continua – ha dichiarato Massimiliano Bianco, A.D. Iren – hanno portato Iren ad essere più grande e più solida con sempre maggiore impegno verso i territori. La visione circolare di Iren, che pone al centro il cliente, sarà la base delle azioni strategiche del gruppo e il focus principale sarà la crescita in un contesto di scelte ambientalmente sostenibili. Il piano industriale che abbiamo recentemente presentato prevede 3 miliardi di euro di investimenti, di cui più della metà in sostenibilità, con una ricaduta sull’indotto veramente importante e nuove opportunità occupazionali”.

Valerio De Molli, Managing Partner & CEO, The European House-Ambrosetti, conclude: “Siamo in un momento di grande trasformazione per i territori, che si ritrovano ad affrontare nuove sfide in diversi settori. In questo contesto, le multiutility possono rappresentare un attore chiave per il loro sviluppo, fungendo da catalizzatori per un cambiamento positivo. Il caso di Iren ci dimostra come questo sia possibile, coniugando un elevato contributo economico e sociale con un’attenzione per la sostenibilità ambientale e un sostegno al sistema dell’innovazione di grande rilevanza. Abbiamo misurato questi contributi attraverso il modello multidimensionale proprietario TEH-A dei “4 Capitali”, definendo in modo rigoroso e puntuale come Iren crei valore per i territori in cui opera e per i cittadini“. 

© riproduzione riservata