Libano in Emilia per scoprire i segreti delle nostre strutture sanitarie

Libano in Emilia per scoprire i segreti delle nostre strutture sanitarie

Ca' Bianca

Emilia Romagna regione leader nel settore dei servizi sociosanitari per l’emergenza in Medioriente

EMILIA ROMAGNA I La Vicepresidente e Assessore al Welfare della Regione Emilia Romagna Elisabetta Gualmini ha ricevuto una delegazione libanese, accompagnata dal direttore generale del ministero degli Affari sociali Abdallah Ahmad. L’incontro si colloca all’interno del progetto Lebanon Host Communities Support Project, un’iniziativa di cooperazione internazionale nata nel 2013 e finanziata dalle Nazioni Unite, alla quale la nostra Regione, assieme a LiguriaToscana e al Ministero degli Esteri Italiano, ha deciso di aderire.

La Delegazione libanese visiterà varie realtà sociosanitarie emiliano-romagnole, come asili, residenze per anziani, case della salute, cooperative e aziende dedite ad offrire servizi alla persona, per toccare con mano il buon funzionamento della loro organizzazione. Il progetto ha lo scopo di riqualificare la rete dei Centri di sviluppo sociale presenti in Libano attraverso il rinnovo dei servizi, le competenze degli operatori e l’organizzazione interna.

Gualmini: “A disposizione la nostra esperienza nel settore”

I Centri di Sviluppo Sociale situati nel territorio libanese sono circa 220, e si occupano di fornire assistenza ad anziani, disabili, donne e bambini, la cui vita è messa a dura prova dalla povertà e dalla guerra in corso. L’iniziativa si propone di offrire aiuto nell’ambito dell’assistenza medica, del sostegno alle famiglie indigenti, dell’educazione e della custodia dei bambini e i servizi alle persone disabili che si trovano nella capitale Beirut, a Trabluos, Jbeil, Basariyeh e Zahie.

L’assessore Gualmini si mostra orgogliosa di partecipare al progetto:”In questo intervento di cooperazione internazionale mettiamo a disposizione la nostra esperienza a servizio di un Paese che sta vivendo una situazione di enorme difficoltà. L’Emilia-Romagna è stata indicata per il suo modello di welfare, e non ci siamo tirati indietro. Si tratta di un progetto particolarmente interessante perché ha un obiettivo molto concreto, quello di migliorare i servizi sociali e sanitari destinati alle fasce più vulnerabili della popolazione”.

L’emergenza umanitaria; storia ed evoluzione del progetto

Le migrazioni dei profughi siriani e palestinesi sono cresciute notevolmente negli ultimi anni, fino a diventare una vera e propria emergenza. Si conta che l’ammontare del numero di profughi in fuga dai paesi in difficoltà sia arrivato a 1,6-2 milioni di persone, pari al 35-40 % dell’intera popolazione complessiva con conseguenze gravissime dal punto di vista della sicurezza e coesione sociale.

Il Ministero libanese inizia a collaborare con la nostra Regione nel 2014, quando Undp Libano (Organizzazione delle Nazioni Unite Libano), ha chiesto all’Emilia Romagna di collaborare per avviare rapporti istituzionali di collaborazione tra i due Paesi. In seguito, nel 2015, è stato stipulato un accordo tra Undp e la Conferenza delle Regioni. Negli anni successivi alla firma dell’intesa sono state realizzate alcune missioni tecniche che hanno permesso di comprendere i bisogni e il tipo di assistenza che la Regione può concretamente offrire alla popolazione libanese.

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