Licenziamenti alla Magnani Rocca: “Una vicenda vergognosa, basta ricatti”| Lettera al Direttore

Egregio Direttore,

precarietà, sotto-inquadramento e mortificazione professionale. Un’altra triste vicenda scuote il settore culturale nella nostra città. Dieci lavoratrici, tra i 30 e i 40 anni, tutte storiche dell’arte laureate con pluriennale esperienza nei beni culturali, hanno chiesto un adeguamento del loro contratto alla Fondazione Magnani Rocca, che le inquadrava invece come uscieri e vigilanti. Risultato: la Fondazione ha deciso di lasciarle a casa.

Una vicenda vergognosa che in un mondo “normale” sarebbe incredibile e che, invece, ormai di incredibile non ha più niente. Infatti, come in moltissimi settori, anche in quello culturale la precarietà è diventata la regola: contratti di pochi mesi con mansioni diverse da quelle effettivamente svolte e con retribuzioni da fame.

Quando poi le lavoratrici e i lavoratori alzano la testa, rivendicando quelli che dovrebbero essere diritti inalienabili, ecco la prevaricazione: il posto di lavoro per cui hai speso anni, investito impegno, tempo e speranze, non c’è più. Il tutto a danno anche dell’offerta culturale in sé: non è difficile immaginare che una visita guidata possa suscitare maggiore interesse e coinvolgimento se svolta da persone di grande esperienza piuttosto che da studenti in stage o, peggio, in alternanza scuola-lavoro. Potere al Popolo Parma è al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti e ne chiede il reintegro immediato e un adeguato inquadramento. Il lavoro è un diritto, rompiamo il ricatto “precarietà o disoccupazione”.

Potere al Popolo Parma

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