Parma, chiudono le Luigine; la Lega: ”Il Comune si attivi per salvarle”

Presentata un’interrogazione della Lega Nord; Cavandoli: “Salvare una scuola è un investimento sul futuro

PARMA | Il gruppo consigliare della Lega Nord ha presentato un’interrogazione in merito all’annuncio della chiusura delle Scuole Luigine. La notizia della chiusura è arrivata il 9 gennaio con una lettera in cui la congregazione della Beata Imelda ha comunicato ai genitori dei propri alunni la cessazione delle attività scolastiche al termine dell’anno in corso. La chiusura interesserà le scuole materne “Rosa Orzi” e “Santa Rosa”, la scuola elementare “Santa Rosa”, la scuola media e il liceo della comunicazione “Porta”. A spingere le domenicane alla decisione l’esiguità delle vocazioni, che impedirebbe un ricambio nella gestione.

Per i consiglieri della Lega Nord Laura Cavandoli, Emiliano Occhi, Maurizio Campari e Carlotta Marù, l’interruzione dell’attività didattica causerebbe “conseguenze molto gravi per la città”, a cominciare dallo stato di disoccupazione del personale insegnante e didattico. Il pensiero della Cavandoli va poi alle “trecento famiglie che vedono dissolversi il modello di istruzione che avevano scelto per i propri figli”. Il suo auspicio è che “Sindaco e Amministrazione comunale intervengano al più presto anche quali mediatori per garantire la continuità didattica, salvaguardare i posti di lavoro, ed eventualmente contribuire alla permanenza dell’istituto con qualche forma di sovvenzione”.

C’è il rischio di un allungamento delle liste d’attesa per l’iscrizione alle scuole per l’infanzia

In vista dell’imminente uscita del bando comunale, la capogruppo Cavandoli punta anche il dito sul rischio di un allungamento delle liste d’attesa per l’iscrizione alle scuole per l’infanzia: “Sta per uscire il bando comunale per l’iscrizione alle scuole per l’infanzia senza novità per riduzioni tariffarie e per posti disponibili: con ogni probabilità quest’anno la ricaduta delle ulteriori richieste per i bimbi iscritti alle Luigine aumenteranno le liste di attesa”.

Preoccupa, infine, la destinazione futura dei complessi immobiliari della Congregazione delle suore domenicane della Beata Imelda: “Abbiamo chiesto all’Amministrazione quali siano gli usi ammessi in base agli strumenti urbanistici vigenti e in adozione, se è stata presentata richiesta per modificarne la destinazione d’uso e se il Comune intende vigilare affinché in queste strutture non vengano collocati migranti soprattutto in caso di mancato rispetto della normativa urbanistica, catastale, di igiene e sicurezza”.

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Ca' Bianca