Lupi vicini alle abitazioni: segnalati branchi a Traversetolo e Montechiarugolo

Sempre più frequenti gli avvistamenti di lupi in Val d’Enza, con branchi che si muovono…

Sempre più frequenti gli avvistamenti di lupi in Val d’Enza, con branchi che si muovono anche vicino alle abitazioni; l’Atc: “Caprioli e cani le prede di questi giorni”

IMMAGINE DI COPERTINA: FOTO ANSA

PROVINCIA DI PARMA | Il freddo e la neve dei giorni scorsi, insieme ad una sempre più scarsa presenza di fauna selvatica in montagna e una maggiore disponibilità di cibo in collina e pianura, sembrano aver contribuito ad un fenomeno che negli ultimi anni è in rapida ascesa: la vicinanza del lupo alle case. Anche se sarebbe più opportuno dire “dei lupi”, vista l’attitudine del canide a vivere in branco.

VAL D’ENZA | Uno dei territori prediletti dai lupi, in questo periodo, per scorribande “fuori sede” pare sia quello compreso tra la Val D’Enza e la Val Parma. Diverse, infatti, le segnalazioni giunte agli Ambiti Territoriali di Caccia, che si aggiungono a quelle effettuate sul web via social network, mezzo d’informazione sempre più utilizzato anche per questo tipo di attività. Così, stando a quanto riportato dai cittadini, si scopre che le zone in cui gli avvistamenti sono accompagnati dal maggior numero di segnalazioni, riguardano l’area fra Traversetolo e Montechiarugolo. “Solo negli ultimi giorni – spiega Alberto Pazzoni, presidente dell’Atc – si sono registrati diversi attacchi di lupi ai danni di caprioli e cani“.

A conferma di ciò, le numerose foto di animali sbranati o dilaniati nei pressi di abitazioni di questi comuni che continuano a circolare sui social network. Ma anche foto che testimoniano proprio la presenza di lupi nelle campagne circostanti. Il pellegrinaggio di gran parte della fauna selvatica a valle, soprattutto dei caprioli, spinta dall’insistente ricerca di cibo, ha comportato anche lo spostamento del lupo. Il predatore ha iniziato a spingersi vicino alle case per aumentare le sue chances di sopravvivenza. Animale tendenzialmente schivo e isolato, il lupo, di rado si avvicina all’uomo o alle abitazioni. Periodi prolungati di digiuno, tuttavia, possono portarlo a raggiungere le basse quote per sfamarsi, potendo usufruire di un maggior numero di prede.


Difficile, quindi, che il grande predatore attacchi gli allevamenti, anche in virtù di efficaci strategie di cui gli allevatori possono dotarsi. Essendo un animale timoroso e dall’istinto spiccato, preferisce prede più facili come animali feriti o morenti. Molto difficilmente attacca l’uomo. Rarissime, infatti, le segnalazioni di contatti fra quello che un tempo era il mammifero più diffuso al mondo e gli esseri umani. Diverso, invece, il caso degli ibridi, incroci fra cani e lupi che spesso superano la prima e la seconda generazione. Si tratta di animali appartenenti a generazioni molto successive a quella che deriva dall’accoppiamento tra un cane e una lupa. Tendenzialmente questi animali hanno atteggiamenti più aggressivi e sono meno timorosi rispetto al lupo puro.  Il dibattito tra “cani randagi”, “ibridi” e “lupi puri” è sempre acceso, ma solo gli esperti sono in grado di dirimere la contesa.

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