Maiali uccisi a martellate in un allevamento del Prosciutto di Parma | VIDEO SCHOCK

Scoperta schockante dell’associazione “Essere Animali“: “L’allevamento degli orrori è realtà, abbiamo denunicato i responsabili alle Istituzioni”

Foto Credits: Essere Animali

Maiali uccisi a martellate in un allevamento del Prosciutto di Parma | VIDEO SCHOCK

ALLEVAMENTO DEGLI ORRORI | “Chiadiamo con una mobilitazione la chiusura di quello che è già stato definito l’allevamento degli orrori”. Queste le parole dell’associazione “Essere Animali”, che ha condotto l’inchiesta che ha permesso di svelare un nuovo caso di maltrattamenti e abusi nei confronti di maiali destinati alla produzione di Prosciutto di Parma. Brutalità, quelle dcumentate, che sembrano mostrare più la prassi che un’eccezione all’interno dell’azienda marchigiana.

L’associazione Essere Animali diffonde una nuova indagine realizzata all’interno di un allevamento di maiali situato ad Ancona e fornitore del Prosciutto di Parma. Le immagini, la cui visione è sconsigliata ai più sensibili, sono state filmate con una telecamera nascosta da un infiltrato e mostrano agghiaccianti violenze compiute su animali e plurime violazioni alla normativa di protezione dei suini. Una scrofa viene uccisa a colpi di martello, inferti per oltre 30 minuti prima che sopraggiunga la morte. “Abbiamo denunciato i responsabili e con una mobilitazione chiediamo alle Istituzioni di revocare le autorizzazioni e disporre la chiusura dell’allevamento“, spiegano gli attivisti.

Oltre all’uccisione di una scrofa a martellate, le immagini evidenziano come gli operatori usino il pungolo elettrico anche su femmine gravide che manifestano già chiari sintomi di sofferenza e picchiano ripetutamente gli animali con tubi di ferro. Centinaia i suinetti morti all’interno della struttura, lasciati all’aperto o accumulati in secchi. Le immagini sono già state consegnate alle autorità competenti. Per l’associazione si configura chiaramente il reato di uccisione di animali (art. 544-bis c.p.) e maltrattamento di animali (art. 544 ter c.p.), oltre che specifiche violazioni alla normativa di protezione dei suini.

IL VIDEO (IMMAGINI FORTI)

Il portavoce dell’Associazione, Simone Montuschi, è stato chiaro su quanto ci si aspetti dalle Istituzioni: “La giustizia deve fare il suo corso, che auspichiamo sia breve. Ma di fronte a queste immagini vergognose le Istituzioni devono mandare un segnale. Chiediamo che all’allevamento siano revocate le autorizzazioni e per i colpevoli di simili crudeltà, l’interdizione dall’esercizio dell’attività. Oggi infatti chi viene condannato per maltrattamento può comunque tornare ad allevare o lavorare con animali“.

Non è la prima volta che l’associazione documenta abusi e violenze compiuti su maiali destinati a diventare Prosciutto di Parma. Nel dicembre del 2016 anche quotidiani britannici e cinesi diffusero i maltrattamenti compiuti in un altro allevamento italiano fornitore del noto prosciutto DOP, verso cui a breve inizierà il processo.

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Ca' Bianca