Migranti Busseto, Contini e Guareschi replicano: “Questa è la verità” | ESCLUSIVA

Il Primo Cittadino di Busseto è netto: “I soldi pubblici vogliamo investirli sul territorio; i profughi sono vittime ma il sistema di accoglienza non funziona

L’assessore con delega alla Sicurezza Elisa Guareschi: “In un anno di operato abbiamo garantito con estrema efficacia una continua collaborazione con il mondo dell’associazionismo e del volontariato; servono tuttavia delle regole certe e che venga prima di tutto tutelata la sicurezza delle persone, compresi coloro che cercano rifugio nel nostro paese e rimangono vittima di un sistema che specula sulla vita umana”.

BUSSETO | Nei giorni scorsi si è riaccesa a Busseto la polemica sul tema dell’accoglienza migranti. Dopo l’assemblea pubblica con i cittadini a Villa Pallavicino, infatti, la Minoranza ha attaccato l’attuale amministrazione contestando le scelte fatte e aprendo a scenari di accoglienza. Sono intervenuti il consigliere di “Con Luca per Busseto” Stefano Carosino e la ex Sindaco Maria Giovanna Gambazza, oltre che la sezione locale dell’Anpi. L’Amministrazione Contini, tuttavia, rimane ferma sulle proprie posizioni, ribandendo il ‘No’ deciso all’accoglienza e spiegandone, ancora una volta, i motivi. 

“Il mio è un ‘No’ totale“, ribadisce ancora una volta, dopo le polemiche degli ultimi giorni, il sindaco di Busseto Giancarlo Contini. Secondo il Primo Cittadino il problema principale sta nel meccanismo di accoglienzavolto alla distruzione dell’Italia“. Inizialmente, infatti, si era partiti da una soglia di migranti del 2,5 per 1000 nei confronti degli abitanti residenti nel Comune, mentre oggi si supera il 5 per 1000. “Ci stanno sfruttando. Abbiamo bisogno della nostra indipendenza e la nostra gente non riesce a tirare a sera“, continua. 

Su una cosa l’Amministrazione Contini è certa: “Abbiamo mantenuto le promesse con la gente. Nessun denaro pubblico sprecato per gestire situazioni come queste. Con il buonismo non si va da nessuna parte, basta guardare quello che abbiamo davanti ai nostri occhi e ai nostri piedi“, conclude.

Rispetta ogni opinione l’assessore Elisa Guareschi che però puntualizza su alcuni punti nel merito dell’accoglienza per evitare fraintendimenti strumentali. “Il ‘No’ all’accoglienza di richiedenti asilo è stato motivato in un’assemblea pubblica dove tutti avevano diritto di parola e poi in Consiglio Comunale. Dispiace – prosegue – apprendere di continue distorsioni rispetto alle dichiarazioni che abbiamo già reso“. 

Accoglienza a braccia aperte, da parte di tutti, nei confronti di chi dimostra di volersi integrare e disponibilità a mantenere un dialogo aperto con le comunità che abitano il territorio, però ci sono alcuni problemi che vanno affrontati e, nel limite del possibile, risolti. Si tratta dell’alfabetizzazione di donne e bambini, ma anche dell’accattonaggio. “Tutti d’accordo – prosegue l’Assessore – nel dire che si debba accogliere persone che non siano criminali. Dimenticano che quando arrivano in Italia i richiedenti asilo non hanno documenti e il loro riconoscimento dura mesi. Nel frattempo chi stiamo ospitando? Le espulsioni, poi, sono difficili da applicare“.

È la mancanza di progettualità rispetto ad integrazione e accoglienza che manca. Così come manca una regolamentazione degli sbarchi. Una volta usciti dai CAS i richiedenti asilo non vengono seguiti e li si ritrova poi  nei dormitori. “Si scarica – affermano Contini Guareschi all’unisono – tutto sugli Enti Locali e sulle poche risorse che hanno a disposizione e che, a nostro avviso, dovrebbero essere impiegate come sostentamento verso chi abita il territorio e vive una situazione precaria a causa della crisi economica

Leggendo i bandi delle Prefetture – conclude la Guareschi – non posso che avvertire un senso di grande amarezza; credo che anche i pensionati con pensione minima gradirebbero il “Pocket Money” da 2,50 euro al giorno, la ricarica telefonica da 15 euro e 3 pasti assicurati,
esattamente come chi ha pagato tasse per anni e poi a causa della crisi economica si
trova senza lavoro, ma evidentemente per lo stato queste persone sono meno
meritevoli di sostegno“.

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Ca' Bianca