Parma 2020, Capitale della Cultura? Castelli e Musei chiusi la domenica | EDITORIALE

Chiuso la domenica, aperto il lunedì: il paradosso della decisione del Polo Museale per Torrechiara, San Paolo e Spezieria

EDITORIALE | Parma candidata a Capitale Italiana della Cultura 2020: ad ottobre, mani in alto e bandiere pronte a sventolare un’ipotetica vittoria, il Comune ha presentato il dossier per la candidatura. Oggi, a solo tre mesi di distanza, arriva una doccia gelata. Ma talmente gelata che quei 32 progetti dedicati all’arte, alla letteratura, alla storia e alla musica, paiono carta straccia. Il Polo Museale ha sentenziato il suo ‘No’ definitivo: Castello di Torrechiara e Camera di San Paolo rimarranno chiusi al pubblico la domenica. Ah, però! una Capitale della Cultura con Castelli e Musei chiusi al pubblico.

Lo slogan della candidatura è “La Cultura batte il tempo“. Anche se, ad oggi, parrebbe il contrario. Pochi dipendenti e così la cultura si taglia: il tempo diminuisce e la domenica si chiude. Una scelta che fa discutere, quella della chiusura domenicale, Parma e Provincia. Il Castello di Torrechiara, l’Antica Speziera di San Giovanni e la Camera di San Paolo rimarranno aperti in tutti i pomeriggi infrasettimanali, ma la domenica non se ne parla. “Abbiamo fatto il possibile“, ha dichiarato il direttore del Polo Museale ad un giornale locale. 

Boom di turisti? A porte chiuse

Per fortuna che Parma è bella tutta: i turisti non potranno visitare la Camera di San Paolo, con i pregiati affreschi del Correggio, e il Castello di Torrechiara, custode dell’amore di Bianca e Pier Maria, ma sicuramente non rinunceranno (si spera) alla scelta della nostra città come meta delle gite fuori porta domenicali. Duomo, Battistero, Teatro Farnese, Galleria Nazionale accoglieranno gli appassionati di cultura a cui, però, sarà preclusa la visita ad altrettante bellezze. 

Puntiamo in alto, ma poi cadiamo in basso. La chiusura è prevista per i mesi invernali, ma porterà indubbiamente un calo per l’indotto turistico. E inevitabilmente, per la città. Nel 2016 solo il Castello di Torrechiara ha registrato oltre 130.000 euro di introiti, che nel 2017 sono arrivati a 179.000 euro, con un aumento del 36%. Nel 2018 i dati non potranno che essere in discesa: l’intero indotto che ruota intorno al Castello e alla Camera di San Paolo e alla Spezieria di San Giovanni ne risentirà. 

Piangere sul latte versato

Siamo sempre bravi, bravissimi, a piangere sul latte versato. Non versarlo, a volte, sarebbe meglio. La chiusura domenicale porterà sicuramente a conseguenze non piacevoli. Ma quello che lascia sorpresi è che chiudendo alla domenica Castello, affreschi di San Paolo e meraviglie della Spezieria, potranno rimanere aperti al lunedì pomeriggio, giorno previsto per la chiusura dei Musei. La domanda è questa: “Ci sarà più gente alla domenica, in cerca di Musei, o al lunedì pomeriggio?“. 

A mio modesto parere, la domenica. Forse quelli del Polo Museale la pensano diversamente. Voglio pensare che esista una scappatoia, che una soluzione ci sia ancora e che tutto non sia perduto. Queste chiusure sono una scelta insensata per una città che aspira a diventare Capitale della Cultura, ma lo sono anche per qualsiasi città che ha in seno patrimoni artistici come i nostri. Tesori come questi devono solo essere un vanto da mostrare, mirare e rimirare senza mai stancarsene. Sono il biglietto da visita della nostra bellezza, di ciò che siamo stati, che siamo ora e che – se sapremo custodirli e tramandarli – saremo in futuro. Parma, apri le porte. 

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Ca' Bianca