Rapporto Ascom: "Parma a serrande abbassate; castelli e prosciutto locomotive del turismo"

Rapporto Ascom: “Parma a serrande abbassate; castelli e prosciutto locomotive del turismo”

Ca' Bianca

Rapporto Ascom: “Sempre più serrande abbassate in centro storico; cresce l’interesse per il territorio: Castelli parmensi locomotiva del turismo”

PARMA | Dal 2012 al 2016 a Parma e la sua Provincia hanno perso 1500 negozi: questa la fotografia sul commercio nel territorio parmense scattata da Ascom in occasione della Convention dello scorso giovedì. A fronte di questo dato preoccupante, emerge un dato positivo: l’aumento del turismo.

Crisi e grandi centri lo sgambetto alla piccola economia storica

Cosa ha provocato la chiusura di così tanti negozi? Dati alla mano, Ascom porta alla luce le cause che hanno generato un così violento calo delle vendite in città e Provincia; se la crisi economica che dal 2008 attanaglia l’intero Paese si configura come una delle principali motivazioni, dal rapporto emerge una anche una sostanziale nutazione nel profilo dei consumatori. Siamo di fronte, spiega infatti il documento, al consumatore differente, colui che – incapace di stringere legami col il suo “negozio di fiducia”-  acquista sempre più frequentemente solo dove prodotti e servizi risultano maggiormente convenienti: “Secondo il Censis il 60% degli italiani acquista dove conviene di più“, spiega Ascom. Da non tralasciare, poi, i moltissimi che oggi, con l’avvento di internet e dell’e-commerce, preferiscono comprare restando comodamente a casa. Altra motivazione del calo delle vendite nei negozi dei centri storici la continua crescita dei grandi complessi commerciali: le superfici occupate dai centri risultano sempre più vaste e se a Fidenza e Salsomaggiore coprono oltre 60 km², a Parma il numero sale a 141.809 m², rappresentando nel complesso ben l’85% della grande distribuzione. “Numeri spropositati rispetto alle reali esigenze di consumo“, ha osservato per questo la direttrice di Ascom, Cristina Mazza.

Rapporto Ascom: "Parma a serrande abbassate; castelli e prosciutto locomotive del turismo"

Turismo in crescita: “Parma corre con sempre più visitatori; bene il terziario e il turismo iper locale”

Il turismo rappresenta la nuova economia, un bacino di nuovi consumi“, prosegue Mazza: accanto ai dati negativi legati alle medio-piccole realtà commerciali del centro storico, emergono valori positivi nell’ambito turistico; nell’ultimo decennio (2005-2016) il settore turistico ha infatti fatto registrare una crescita costante. A beneficiare del trend positivo è stata soprattutto Parma, con un surplus di presenze superiore al 50%, che è passata da 465.186 turisti nel 2005 a 700.934 nel 2016. A Salsomaggiore invece un sensibile calo pari al 29%, trend negativo dovuto probabilmente alla crisi del settore termale. L’aumento dei visitatori ha fatto registrare valori positivi nel terziario, con l’ aumento del 4% di attività legate direttamente all’ambito turistico.

Castelli e rocche: i punti forti del Parmense; spiccano Festival del Prosciutto e Fiera del Fungo porcino

Si confermano punti forti del turismo in Provincia fortezze e manieri: questi, formate dall’ampio complesso dei Castelli del Ducato, rappresentano senz’altro la locomotiva del turismo locale, il quale, tuttavia, nonostante i numerosi eventi organizzati necessità di una più marcata valorizzazione. Altre importanti attrattive turistiche sono le manifestazioni come il Festival del Prosciutto o la Fiera del fungo porcino e gli eventi come il Rural Festival e il November Porc. Un’altra meta importante è infine la scuola di cucina Alma di Colorno. Il rapporto Ascom analizza il fenomeno turistico suddividendo il territorio in tre gruppi: il grande turismo, ovvero quello che riguarda Parma, Salsomaggiore e Fidenza – con l’85% degli alberghi – e che richiama grandi gruppi di persone per eventi culturali o per l’attività delle Fiere; il medio turismo riguardante i paesi con popolazione inferiore a 15mila abitanti che richiama piccoli gruppi come famiglie per motivi di salute e benessere; il piccolo turismo essenzialmente naturalistico che, legato a piccole realtà che non superano i 600 abitanti, richiama coppie e famiglie.

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