Federico Pesci ai poliziotti: “Arrestate uno come me? E per cosa?”
L’imprenditore parmigiano accusato di stupro e violenza pluriaggravata ai danni di una 21 enne incredulo…
L’imprenditore parmigiano accusato di stupro e violenza pluriaggravata ai danni di una 21 enne incredulo davanti agli agenti: “Cosa ho fatto di male?”
PARMA | Quando i poliziotti si sono presentati davanti alla sua porta Pesci si è mostrato incredulo: “Uno come me in galera? Una follia, un errore, cosa ho fatto di male?”. Dopo l’arresto la sua pagina Facebook, dove erano comparsi diversi insulti, è stata chiusa.
A Parma Pesci era molto conosciuto: nella sua bottega – il Surf in Paradise – in via Emilia era sempre una via vai di clienti. L’imprenditore, che aveva anche negozi a Madonna di Campiglio, era un appassionato di macchine e possedeva una Porsche d’epoca e una Harley. Fin da giovanissimo si era distinto nel mondo della moda lanciando, a Parma, lo street style. Ieri sui social, dopo la diffusione della notizia dell’arresto, è partita una raffica di insulti sulla pagina Facebook di Pesci, poi chiusa; il sito internet del negozio, invece, oggi risulta in manutenzione.
Ieri l’uomo è stato arrestato dalla Polizia con l’accusa di stupro e violenza pluriaggravata su una ragazza di 21 anni. La segnalazione è scattata dopo che la giovane si era recata al Pronto Soccorso in seguito alle violenze, che i medici hanno definito inaudite, subite. Insieme a Pesci è stato arrestato anche Wilson Ndu Anyen, un nigeriano che, probabilmente, riforniva Pesci di cocaina. Quando gli agenti della Mobile si sono presentati davanti alla porta dell’imprenditore parmigiano l’uomo si è mostrato incredulo: “Cosa ho fatto di tanto grave?“, ha chiesto ai poliziotti per poi tentare di arrampicarsi sugli specchi: “C’è un errore. Una follia. Uno come me in galera?“.

