La Pieve di Bazzano: perla parmense di antichissime origini | l’OFFicina parmigiana

Ca' Bianca

Oggi frazione di Neviano degli Arduini, Bazzano ospita una tra le pievi del Parmense più interessanti; entriamo insieme a scoprirla

In un territorio che fu prima proprietà dei Da Correggio e dei Visconti, poi oggetto di disputa fra il Ducato di Parma e il Ducato d’Este, la pieve di cui oggi andiamo alla scoperta sorge in quello che fu il feudo di Bazzano, oggi frazione di Neviano degli Arduini.

BAZZANO – Luogo di culto risalente al secolo VI, è ricostruita in stile romanico nell’XI e, nella prima metà del ‘200, ha sotto la sua giurisdizione un numero considerevole di possessi, fra cui cappelle, ospedali e canonicati. Quello che noi oggi vediamo è il risultato degli interventi avvenuti non solo durante il tardo Medioevo, ma anche in pieno Rinascimento (con l’inversione dell’orientamento della chiesa e la riedificazione di abside e facciata) e Risorgimento. Ultimi, gli interventi di assestamento e messa in sicurezza, avvenuti in anni recenti, specialmente dopo il terremoto del 23 dicembre 2008.

La Pieve di Bazzano: perla parmense di antichissime origini | l’OFFicina parmigianaContornata da campi, villini e cascine, la lunga e stretta via Pieve ci conduce direttamente alla pieve di Sant’Ambrogio, santo che troviamo nominato per la prima volta in un documento risalenti al X e XI secolo, l’ultimo dei quali, del 1005, riporta l’atto di donazione del Vescovo Signifredo II. Esternamente, ci sorprende la facciata che, come tutto l’edificio, è in conci irregolari di pietra ed è caratterizzata da un grande rosone e tre accessi, di cui il centrale è delimitato da una cornice con archivolto in mattoni. Sulla destra si innalza il campanile ottocentesco, mentre sulla sinistra possiamo notare la loggia dei caduti, loggia aperta contraddistinta da due ampie arcate a tutto sesto, inaugurata nel 1922, a pochi anni dalla fine della Grande Guerra, ma che riporta i nomi dei bazzanesi caduti anche durante la Seconda Guerra Mondiale.

All’interno, le navate sono coperte da seicentesche volte a crociera, suddivise da una serie di arcate a tutto sesto. Ma la vera chicca è costituita dal fonte battesimale, ricavato da un monoblocco calcareo a pianta ottagonale, databile ai secoli X-XI. Le sue otto edicole, spartite da colonne angolari coronate da capitelli e motivi vegetali, raffigurano Cristo benedicente, due colombe che si abbeverano da un’ampolla, l’Angelo Annunciante, l’Agnello sacrificale, un catecumeno, un leone rampante con un cartiglio tra le fauci, la Vergine Annunciata in atteggiamento origliante verso l’Angelo e, in posizione frontale, Giovanni Battista a piedi nudi che porta la mano destra al petto e alza il braccio sinistro in segno di accoglienza verso il battezzando.

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