La Pieve di Moragnano: la magia del tempo tra scultura e graffito | l'OFFcina parmigiana

La Pieve di Moragnano: la magia del tempo tra scultura e graffito | l’OFFicina parmigiana

Ca' Bianca

Il Verbo si fa carne, scultura e graffito: ecco Santa Giuliana di Moragnano nel comune di Tizzano Val Parma

La Pieve di Moragnano: la magia del tempo tra scultura e graffito | l'OFFcina parmigianaTIZZANO VAL PARMA – “Visibile parlare” è una delle espressioni più efficaci che Dante conia nel suo Purgatorio, riferendosi ai bassorilievi parietali che delimitano lo spazio delle cornici. Su di essi si trovano esempi storici o biblici di vizi e di corrispondenti virtù. Potrebbero essere immagini o, come ha ipotizzato recentemente qualche critico, parole scolpite.

Il Verbo si fa carne, ma si fa anche scultura, graffito. Lo dimostra una piccola perla in arenaria quale è la pieve di Santa Giuliana di Moragnano, frazione di Tizzano Val Parma. Sulle sue pareti, infatti, sono ancora oggi visibili più di duemila incisioni graffite: sono simboli sacri, croci e figure umane stilizzate in atto di devozione, ma anche vere e proprie iscrizioni che ci raccontano il passaggio dei pellegrini lungo la via Francigena, e ci testimoniano eventi straordinari come nevicate e carestie, lungo un ampio arco di tempo che va dal XII al XVII secolo. 

Un gioco di contrasti: romanico delle origini e barocco dei successivi interventi

Attraverso il piccolo portico d’ingresso possiamo accedere all’interno della piccola pieve, dove possiamo subito apprezzare l’abside in blocchi squadrati di arenaria, il punto evidentemente più antico dell’edificio: al suo centro una sottile finestra strombata, cioè svasata verso l’interno, veicola la luce e ne garantisce il suo migliore assorbimento.

Esternamente, invece, l’abside è decorata con un alto basamento, due sottili colonne in rilevo e archetti pensili di coronamento sostenuti da mensole. Di certo, forte è il contrasto fra lo stile romanico delle parti originali e il gusto barocco delle cornici e lesene con cui le bianche cappelle laterali sono state progettate in pieno ‘600.

Usciamo, si è fatta sera. I morbidi raggi del tramonto colorano la pieve di un colore ocra, quasi ambrato. Tutt’intorno, i campi verdeggianti della val Parma ci regalano rumore di trattori ancora in azione.

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