Trionfo d'arte e bellezza: la Pilotta e la Galleria Nazionale di Parma | SPECIALE

Trionfo d’arte e bellezza: la Pilotta e la Galleria Nazionale di Parma | SPECIALE

Ca' Bianca

Nel cuore di Parma troviamo un antico complesso di palazzi, la cui età raggiunge i quattro secoli: parliamo della Pilotta, meravigliosa e mutevole opera architettonica che ospita la Galleria Nazionale di Parma

Trionfo d'arte e bellezza: la Pilotta e la Galleria Nazionale di Parma | SPECIALEARTE E STORIA DI PARMA | La struttura della Pilotta risale al XVI secolo per volere di Ottavio Farnese: inizialmente come semplice struttura di collegamento fra i palazzi più importanti dell’epoca, tra cui il vecchio Palazzo Ducale, è solo attraverso i secoli e grazie al contributo di Ranuccio I Farnese che la Pilotta assume nuova connotazione e importanza. La Pilotta resisterà anche ai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, per quanto mutilata, nel suo splendore architettonico e artistico.

Oggi la Pilotta è a tutti gli effetti il polo museale della città ed al suo interno troviamo la Biblioteca Palatina, il Museo Archeologico, il Teatro Farnese e la Galleria Nazionale, scrigno di gioielli di inestimabile valore culturale ed artistico. Il nucleo originario della collezione risale all’epoca Borbonica, quando la famiglia, che in un primo momento ne aveva trasferito a Napoli i tesori, decide di reintegrarli ed anzi, arricchirne il patrimonio attraverso l’acquisizione di nuove opere, ponendo in questo modo le basi per una esclusiva collezione.

Percorrendo l’imponente scala a forbice si raggiunge il primo piano con l’ingresso alla Galleria Nazionale, sul retro del palco del Teatro Farnese; qui ha inizio un formidabile itinerario nell’arte che si dispiega fra le antiche mura di questo labirintico complesso e che ci accompagna in un percorso lungo secoli dal Medioevo all’Ottocento.

La Pilotta è Biblioteca Palatina, Museo Archeologico, Teatro Farnese e Galleria Nazionale

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LE SEZIONI DELLA COLLAZIONE | La collezione è suddivisa in dieci sezioni che si succedono in ordine cronologico e per scuola: Retropalco, Dal Medioevo a Leonardo, Rinascimento in Emilia, Manierismo, Dal Rinascimento al Barocco, Seicento e Settecento, Parma per immagini, Saloni Ottocenteschi e Sala Bocchi, Rocchetta Correggio e Parmigianino.

Inauguriamo la nostra visita percorrendo il lungo corridoio dedicato alla scultura medievale. Il primo capolavoro che incontriamo è la porta di San Bertoldo, seguita da da numerosi frammenti architettonici provenienti da antichi edifici del territorio. Quest’area dai toni crepuscolari e soffusi prosegue in un trionfo di  polittici e pale d’altare dorate che ci guidano fino ad uno dei gioielli della Galleria Nazionale: La Scapigliata di Leonardo da Vinci, ritratto di ragazza, così piccolo e delicato da risultare commovente.

Il percorso continua così, in un allestimento mutevole, dinamico, ricco di forti contrasti. Tralicci di tubi metallici si sviluppano sui soffitti e si innalzano nello spazio intorno a noi come impalcature. Le contemporanee infrastrutture si legano all’architettura antica, mentre passato e modernità si fondono divenendo il palcoscenico di una vasta e straordinaria pinacoteca che si alterna in un gioco espositivo di sali e scendi. Essa vanta di esser dimora di sommi nomi della storia dell’arte, sia italiani, come Jacopo Loschi, il Carracci, il Correggio, il Parmigianino, il Canaletto, sia stranieri, fra cui Van Dick e El Greco.

La Galleria Nazionale è tempio di celebrazione del bello e del sublime d’ogni tempo

Meritano particolare attenzione poi i Saloni Ottocenteschi, dove l’atmosfera si fa festosa nella celebrazione dello sfarzo, del lusso e della gloria di quei giorni. Preannunciata dalla Sala Ovale, dominata dai due colossi di Ercole e Dioniso, si spalanca in tutto il suo splendore la Sala delle Colonne con il suo Trionfo da Tavola, sontuoso banchetto di preziosissimi oggetti. Lungo le pareti decine di ritratti stanno immobili al cospetto della regalità di Maria Luigia d’Austria, il cui ritratto marmoreo, realizzato dal genio di Antonio Canova, occupa la nicchia sul fondo della sala.

Testo a parte fanno la Sala della Rocchetta, che gelosamente custodisce la più autentica identità di Parma con i capolavori del Parmigianino e del Correggio ed infine la sezione dedicata al Novecento, dove “La Spiaggia“, la grande tela del pittore comunista Renato Guttuso, domina la spazio con tutto il fervore della sua espressività rivoluzionaria.

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