Ponte Verdi, Bacchieri: “Storia di un fallimento politico”

Ca' Bianca

Bacchieri in visita al Ponte Verdi: “Milioni stanziati che però non si trovano, un ponte che resterà chiuso per mesi e nessuna garanzia sul suo futuro”

ROCCABIANCA – Il Ponte della discordia continua a far parlare di sé. Figlio di due regioni, competenza di due Province, il Ponte Verdi di Ragazzola è protagonista di una lenta agonia. La causa, il deterioramento delle sue strutture. Per la sua manutenzione, è stata prevista dalla Provincia di Cremona, una chiusura di due mesi. Emanuele Bacchieri, candidato sindaco a Parma per CasaPound, ha visitato il Ponte e ha constatato lo stato in cui versa l’infrastruttura: “Milioni stanziati che però non si trovano, un ponte che resterà chiuso per dei mesi e nessuna garanzia sul suo futuro: se questo non é un fallimento politico“.

La chiusura del ponte – spiega Bacchieri – é una pessima notizia. Il collegamento con la Lombardia serve lavoratori, commercianti e comuni cittadini. Anche e soprattutto di Parma, dato che rappresenta la via più rapida fra la nostra zona e quella del cremonese. Una strada utilizzata da decine di migliaia di persone al giorno“. La sua chiusura significherebbe, secondo Bacchieri, un taglio a ogni rapporto fra le province. I tempi di percorrenza sarebbero dilatati a dismisura e anche i cantieri della Ti-Bre, che sono aperti a pochi chilometri di distanza, ne sarebbero colpiti.

“17 campate lesionate su 40 sono lì a testimoniare che nulla negli anni scorsi é stato fatto

Ma la chiusura, secondo Bacchieri, si poteva evitare. Gli enti competenti, in special modo la provincia, avrebbero dovuto ascoltare le denunce dei cittadini, “invece di derubricarle ad allarmismo”. “17 campate lesionate su 40 – commenta il candidato – sono lì a testimoniare che nulla negli anni scorsi é stato fatto“. “Ci chiediamo ad esempio – continua Bacchieri – dove fosse l’allora delegato e oggi sindaco di Polesine Zibello Andrea Censi, che ha buon gioco a lamentarsi da primo cittadino quando da responsabile provinciale alle infrastrutture non è riuscito a concludere nulla per risolvere i problemi del Ponte Verdi”.

Per il candidato, pure oggi la situazione non sembra migliorata: “Il governo ha stanziato 2 milioni di euro ma, mentre la Lombardia ha già avviato i lavori per la parte di sua competenza, l’Emilia é invece ancora ferma. Si trincera dietro non meglio precisati problemi burocratici, per nascondere in realtà la sua incapacità di dare risposte“. “Sono pronto a scommettere – aggiunge Bacchieri – che se si fosse trattato di accoglienza dei clandestini e business correlato, questi intoppi non sarebbero mai venuti alla luce, come testimoniano le passate esperienze proprio qui nella Bassa”.

“Se la chiusura non si può proprio evitare, individuare soluzioni alternative

In ogni caso – conclude Bacchieri – è ora più che mai necessario, se per le caratteristiche strutturali dei problemi la chiusura non si può proprio evitare, individuare soluzioni alternative. Pensiamo ad esempio all’ipotesi di costruire un ponte provvisorio di barche, come già fatto a Piacenza dopo il crollo del ponte di San Rocco al Porto”.

Questa soluzione, osserva il candidato, non potrà garantire il passaggio di camion e autoarticolati, “ma almeno si assicurerà agli altri mezzi l’attraversamento del Po, senza costringere i parmigiani a dover sopportare disagi che non meritano”.

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