Processionaria: individuata in Val d’Enza, Val Baganza e Val Taro – ATTENZIONE

Ca' Bianca

Inizia la primavera e le larve di processionaria si schiudono; in tutta la Provincia il rischio è alto, occorre prestare attenzione e segnalare i ritrovamenti

Anche in provincia di Parma iniziano a registrarsi i primi ritrovamenti di processionaria (Thaumetopoea pityocampa), insetto della famiglia dei lepidotteri che si annida sugli alberi. Questo bruco – che si sposta in branchi e in fila indiana – è particolarmente pericoloso per animali, uomini e piante. Ad essere pericoloso è l’animale al suo stato larvale, mentre quando raggiunge l’età adulta si trasforma in farfalla e diventa innocuo. A determinare il pericolo sono i suoi peli molto urticanti e velenosi, che vengono “lanciati” quando l’animale si sente in pericolo.

I comuni in cui si sono registrate le segnalazioni

In alcuni comuni si sono già registrate segnalazioni per il ritrovamento dei nidi: Felino, Sala Baganza, Traversetolo,  Montechiarugolo, Fornovo e Medesano. Nel caso in cui si individui un nido di processionaria sul suolo pubblico è fondamentale segnalarlo agli uffici comunali oppure al Corpo Forestale. Questi per legge sono obbligati ad intervenire e a procedere con la disinfestazione. Su suolo privato invece le spese sono a carico del proprietario. La processionaria è un insetto estremamente pericolo sia per la saluta umane che per quella animale; ma è anche in grado di provocare gigantesche deforestazioni. La presenza dell’animale all’interno di un bosco – solitamente pini o querce – è in gradi di determinarne la completa defogliazione.

Riconoscere un nido di processionarie è piuttosto semplice. Solitamente iniziano la loro attività a marzo e nidificano creano un grande bozzolo di ragnatele intorno a tronchi o rami. Ogni bozzolo può contenere circa 300 uova. Una volta schiuse gli animali iniziano a cibarsi delle foglie della pianta, per poi cadere a terra dopo qualche mese andandosi a nascondere all’interno del terreno. Qui attenderanno di raggiungere l’età adulta e attuare la metamorfosi: da crisalide muteranno in farfalle intorno a luglio.

Attenzione agli animali: alcuni cani già avvelenati

Sono già diversi i possessori di animali che si sono recati dal veterinario a portare il proprio cane con necrosi provocate dal veleno di processionaria. Tutti i possessori di animali – in particolar modo i cani, vista l’abitudine ad annusare e mordere tutto ciò che li circonda – devono prestare particolare attenzione. Nel malaugurato caso in cui il proprio “amico domestico” dovesse “assaggiare” uno di questi insetti è necessario portarlo immediatamente dal medico veterinario. Gli effetti si manifestano immediatamente: abbondante salivazione; vomito; necrosi della lingua e delle gengive, conseguente perdita di porzioni dell’organo intossicato; debolezza e febbre. In alcuni casi può provare anche il decesso dell’animale.

Efficaci contromisure in caso di contatto con l’insetto

Il contatto è pericoloso sia per gli animali che per l’uomo. Gli effetti sulla pelle umana variano dalle semplici eruzioni cutanee a gravi reazioni allergiche; ma molto varia dalla zona di contatto. Qualora si entri in contatto con l’insetto è necessario lavare bene l’area del corpo interessata con acqua e sapone. Anche i vestiti dovranno essere immediatamente messi in lavatrice alla temperatura più alta possibile. In caso di necessità o sintomatologie particolarmente aggressive è necessario consultare il medico o recarsi in ospedale.

Mentre per quanto riguarda l’eventuale contatto della processionaria con animali domestici è possibile effettuare lavaggi con acqua e bicarbonato (prestando attenzione ad usare guanti in lattice). È consigliabile effettuare l’operazione con l’ausilio di una siringa senza ago. Il cane potrebbe essere spaventato e/o dolorante e le cure potrebbero irritarlo facendolo diventare aggressivo. A questo è necessario far seguire immediatamente una visita veterinaria per scongiurare la presenza di eventuali pericoli.

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