Reato di propaganda fascista: legge approvata alla Camera passa al Senato

Reato di propaganda fascista: legge approvata alla Camera, ora passa al Senato

Ca' Bianca

Hanno votato a favore della legge il Partito Democratico e la sinistra, contrari Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Fdi; 261 i voti totali favorevoli

ROMA | Il reato di propaganda fascista è quasi legge. Con 261 sì, 122 no e 15 astenuti il testo con articolo unico viene approvato alla Camera e così il primo step per l’approvazione definitiva della legge è quasi cosa fatta. Ora la palla passa al Senato, dove la maggioranza del Pd è un po’ più risicata e la legge potrebbe arenarsi. “Non è una legge liberticida, ma serve a mettere un freno ai rigurgiti neo fascisti e al ritorno dell’ideologia di estrema destra“, ha commentato Emanuele Fiano, esponente Pd e primo firmatario. Mentre secondo Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia-AN il provvedimento è teso a “mandare in galera chi produce il vino ‘bevo nero e me ne frego’, introduce la persecuzione della libertà di opinione“.

La bocciatura del M5S è stata motivata dagli stessi esponenti, che hanno parlato di “legge inutile e sbagliata, si tratta solo di pura demagogia. Tanto tempo perso che poteva essere dedicato alle vere priorità del paese“. Particolarmente polemico Carlo Sibilia, deputato pentastellato, che con un cinguettio su Twitter ha commentato: “Oggi la Apple presenta l’Iphone 8 noi in parlamento siamo costretti dal Pd a discutere di fascismo vs comunismo #fatevoi #appleevent“.

Cosa prevede l’introduzione del reato di propaganda fascista

Se la legge dovesse entrare in vigore in via definitiva punirebbe qualsiasipropaganda con immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco“. Il provvedimento estende di fatto la legge Scelba del 1952 – ampliata a sua volta con la Mancino del ’93 – portando a punire individualmente anche chi vende gadget o si prodiga in saluti romani. Il reato, nel qual caso dovesse essere confermata l’approvazione, sarà punito con “la reclusione da sei mesi a due anni“, inoltre “la pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici“.

© riproduzione riservata

Lucchi a Pizzarotti: “I centri commerciali aperti di domenica uccidono la montagna”

ARA
HTML Snippets Powered By : XYZScripts.com
Privacy Policy