San Giovanni Evangelista, gli affreschi del Correggio tesoro dei benedettini | CHIESE DI PARMA

Cinque gli affreschi del Correggio realizzati in San Giovanni: oggi si possono ammirare il fregio della navata centrale, la Cupola e la Lunetta della Sagrestia; i restanti conservati alla Galleria Nazionale

CHIESE DI PARMA | Fin dall’inizio l’abate Girolamo Spinola aveva previsto di riempire gli spazi architettonici della Basilica abbaziale con decorazioni pittoriche. I monaci benedettini si assicurarono l’opera del giovane Correggio che, pochi anni prima, aveva decorato la “Camera della Badessa” nel monastero di San Paolo. Sono cinque gli affreschi del Correggio che si contano nella Basilica di San Giovanni Evangelista: il più importante è l’Ascensione di Cristo dipinta sulla cupola.

Costeggiando le imponenti mura della Cattedrale di Parma si arriva davanti alla Basilica abbaziale di San Giovanni Evangelista, al suo fianco il monastero dei benedettini e l’Antica Spezieria. Ad accogliere i visitatori un ampio piazzale e poi la visuale della facciata manierista della Chiesa, tra le più conosciute della nostra città. Dentro si respira l’aria benedettina, caratterizzata dalla regola “Ora et Labora”: un ambiente scuro, con la navata centrale che sembra infinita da percorrere. Arrivati al cospetto dell’altare basta accendere le luci e alzare gli occhi al cielo per rimanere senza fiato: davanti a noi si apre la Cupola del Correggio, con l’affresco raffigurante l’Ascensione di Cristo.

L’attuale Chiesa è stata costruita nel 1490, dopo che quella precedente – realizzata nel 980 su un oratorio intitolato a San Colombano – era stata distrutta da un incendio nel 1477. Il progetto definitivo è redatto da Bernardino Zaccagni e, fin da allora, l’abate Girolamo Spinola aveva immaginato gli spazi architettonici decorati con affreschi. I monaci decisero di affidare l’impresa al Correggio, dopo averne visto il capolavoro della Camera della Badessa dipinta al vicino Monastero di San Paolo. Cinque sono gli affreschi che il Correggio realizzerà all’interno della Chiesa: la lunetta con San Giovanni e l’Aquila; la decorazione della volta e dell’abside della Cappella Maggiore, oggi custodita alla Galleria Nazionale; le pareti del coro, distrutte dall’ampliamento della struttura; il fregio lungo il perimetro interno e la Cupola.

L’interno a croce latina, con dodici cappelle laterali

All’esterno la Chiesa di San Giovanni Evangelista si presenta con una facciata marmorea in stile tardo manierista, terminata nel 1607. Al suo fianco il campanile, probabilmente realizzato nel 1613 da Giovanni Battista Magnani, è il più alto di Parma e raggiunge i 75 metri. All’interno una struttura a croce latina con tre navate coperte da volta a crociera. Nella navata centrale il fregio continuo dipinto da Correggio, mentre nelle due navate laterali si aprono le dodici cappelle affrescate nella seconda metà del Cinquecento da artisti emiliani come Angelo Michele Colonna, Giacomo Alboresi, Giovanni Battista Merano, Giacomo Antonio Boni, Tommaso Aldrovandini e Carlo Giuseppe Carpi.

Cinque gli affreschi del Correggio realizzati in San Giovanni: oggi si possono ammirare il fregio della navata centrale, la Cupola e la Lunetta della Sagrestia; i restanti conservati alla Galleria Nazionale

Nella prima cappella il sottarco è affrescato dal Parmigianino e rappresenta Sant’Agata, Santa Lucia e Sant’Apollonia. Anche nella seconda cappella, dedicata a San Vitale, ci sono alcuni Santi affrescati dal Parmigianino. Importante anche la tavola d’altra nella sesta cappella con il Cristo Portacroce dipinto da Michelangelo Anselmi. Camminando per la navata destra ci si imbatte nel monumento marmoreo alla Contessa Albertina Sanvitale di Fontanellato; nella quinta cappella – chiamata Del Bono – erano, invece, sistemate le tele del Compianto sul Cristo Morto e del Martirio di Quattro Santi realizzate dal Correggio e oggi custodite alla Galleria Nazionale: quelle che si vedono in Chiesa sono copie, realizzate nel 1700.

Il grande affresco della Cupola

Sei anni prima rispetto a quella del Duomo, nel 1526, Correggio ha dipinto la Cupola di San Giovanni con la rappresentazione dell’Ascensione di Cristo vista da San Giovanni Evangelista. L’apostolo vede spalancarsi il cielo e apparire il Cristo che gli indica il suo posto in cielo. Due i riferimenti liturgici che rimandano all’episodio dipinto dal Correggio: l’Ascensione raccontata nel libro I dell’Apocalisse e chiamata di San Giovanni nella liturgia dei benedettini del giorno di San Giovanni Evangelista. Il Cristo scende verso il basso, mentre intorno a lui si apre l’Empireo: la forma della Cupola rende l’apparizione divina ancora più perfetta. 

San Giovanni, in basso, non è visibile se non dal coro: il Cristo sembra indicargli il suo posto vicino agli altri undici apostoli. Riconoscibile è San Pietro, che ha con sé le chiavi; mentre per gli altri dieci si procede in senso orario partendo da Bartolomeo che si trova in direzione della testa del Cristo; dopo di lui Simone, Giacomo, Andrea, Tommaso, Giacomo, Taddeo, Filippo, Mattia e Paolo. Negli interventi di restauro della Chiesa, nel 1587 venne tolto l’affresco dell’Incoronazione della Vergine di Correggio nelle pareti del coro: la parte centrale è custodita alla Galleria Nazionale di Parma e altri frammenti sono stati trasportati alla National Gallery di Londra. L’attuale affresco, dopo l’allungamento del presbiterio, è stato rifatto nello stesso anno dal bolognese Cesare Aretusi. 

La sagrestia, il coro ligneo e l’organo

Oltre al grande affresco della Cupola, è rimasta in San Giovanni anche la lunetta del portale della sagrestia, dipinta dal Correggio e raffigurante San Giovanni e l’Aquila. L’iscrizione sulla lunetta “Altius Caeteris Dei Patefecit Arcana” riprende parole delle orazioni notturne dei monaci benedettini e s’ispira – come già accaduto per la Cupola – alla liturgia del 27 dicembre, giorno dedicato a San Giovanni Evangelista. Il coro ligneo, dal quale i monaci intravedono la figura di San Giovanni dipinta sulla Cupola, è stato realizzato dal 1513 al 1538 con intarsi di motivi floreali, strumenti musicali e vedute urbane e collinari. 

Cinque gli affreschi del Correggio realizzati in San Giovanni: oggi si possono ammirare il fregio della navata centrale, la Cupola e la Lunetta della Sagrestia; i restanti conservati alla Galleria Nazionale

L’organo canne fu costruito nel 1517 e collocato nel lato destro. Nel 1580 venne ampliato da Benedetto Antegnati e sistemato nella cantoria sinistra. Un secondo organo venne costruito nel 1653 e adeguato ai canoni dell’epoca dai fratelli Serassi. Nel 1927 venne ricostruito dalla ditta Tamburini, con l’utilizzo di parti antiche delle prime costruzioni: un primo restauro è stato eseguito dalla stessa ditta nel 1996 e poi dalla ditta Mascioni nel 2012. 

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Ca' Bianca