Stazione di Colorno in pessime condizioni: “Servono misure urgenti contro il degrado”

Degrado nella Stazione di Colorno: pluviali danneggiati, sala d’aspetto senza porta, orologio fermo; il gruppo Amo Colorno chiede provvedimenti

COLORNO | “Da mesi la situazione di degrado della Stazione di Colorno è sotto gli occhi di tutti”. Il neonato gruppo “Amo Colorno” è tornato a far notare i problemi che affliggono la Stazione di Colorno e chiede spiegazioni agli enti preposti, con richiesta urgente di una mobilitazione. 

Ad una precedente richiesta di Fratelli d’Italia Colorno, che aveva evidenziato le gravi mancanze della Stazione, l’assessore Pier Luigi Mora aveva risposto di aver intimato il rapido ripristino del luogo alla società proprietaria: se ciò non fosse accaduto si sarebbe provveduto ad un’ordinanza di intervento immediato da parte del Comune. Era il 19 dicembre 2017, ma la situazione non è cambiata. Nel febbraio 2018 la porta della sala d’attesa era andata in frantumi, rischiando di ferire un bambino

Torno sull’argomento – spiega Nicola Scillitani, coordinatore di “Amo Colorno” – perché non voglio abbandonare i problemi. Per rispetto dei Colornesi andrò fino in fondo, facendo ciò che la legge mi consente“. Il coordinatore ha recentemente effettuato una ricognizione della Stazione dove è stato rilevata la pulizia della spazzatura all’interno del capanno; la sala d’aspetto è rimasta come a febbraio; i bagni sono ancora chiusi e la biglietteria automatica non è funzionante. Ma non solo: alcuni pluviali sono stati rimossi e la cancellata che costeggia il caseggiato ferroviario, che dovrebbe far evitare al viaggiatore di cadere di sotto, è mancante.

La situazione non è cambiata per nulla. Proprio nel periodo in cui la “stazione” viene usata di più a causa della chiusura del ponte sul Po, si decide di non intervenire in nessun modo? Quando ci si deciderà a porre risoluzione ad un problema ormai incancrenito? Non vorremmo arrivare a presentare un esposto in procura. Chiediamo ancora una volta di fare ciò che deve essere fatto, sperando che almeno questa volta il nostro appello non rimanga fermo come le lancette dell’orologio ferroviario, ormai abbandonato da tempo immemore“, conclude Scillitani. 

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Ca' Bianca