Tony Pasquale: una vita in radio; il racconto della sua vita dall'arrivo in America fino al Festival di Sanremo 

Lo straordinario viaggio nel mondo radiofonico di Tony Pasquale | INTERVISTA

Ca' Bianca

Tony Pasquale: una vita in radio; il racconto della sua vita dall’arrivo in America fino al Festival di Sanremo 

Anthony Pasquale, al secolo Tony, producer, conduttore radiofonico, ideatore di programmi di successo come “Ciao Tony show”, lavora a ICN Radio New York da 15 anni. Ai suoi microfoni ospiti internazionali che arrivano nelle case di tutti, dagli Stati Uniti all’Italia. Oggi al Golfo Mistico ci racconta  gli inizi, la vita, i traguardi straordinari.

When everything started. Chi sceglie una professione come la tua, di solito, ricorda il momento preciso in cui ha deciso cosa voleva diventare.

Stavo seduto davanti a casa mia dopo la scuola, avrò avuto sette otto-anni. Come molti ragazzini dell’epoca avevo un mangiadischi e i due o tre 45 giri che possedevo li ascoltavo ripetutamente, fino a consumarli. Degli inizi negli States ricordo la nostra band, con un gruppo di amici avevamo fondato gli ”Strangers”. Eravamo in pieno periodo Hippie e suonavamo a feste universitarie o nei locali della città di Hoboken nel New Jersey .Tra le cover più gettonate sicuramente i successi dei Led Zeppelin. In quegli anni, come oggi, per me la musica era il pane, l’acqua, l’aria.

Quando hai iniziato la tua carriera radiofonica e come si è evoluta?

Tony Pasquale: una vita in radio; il racconto della sua vita dall'arrivo in America fino al Festival di Sanremo La mia carriera a ICN radio è iniziata 14 anni fa con un programma che andava in onda il lunedi e il venerdì e si intitolava “Pomeriggio con te”. Dopo circa quattro anni abbiamo ideato l’attuale programma, l’international Talk show “Ciao Tony”: intrattenimento,  musica, teatro, cinema, ospiti internazionali, ma anche tanti amici che da casa intervengono live durante la puntata. “Ciao Tony” è un programma che continua, si rinnova, si arricchisce di volta in volta di viaggi, esperienze e nuovi incontri. Posso dire che questo format ha riscosso un notevole successo, con sempre più ascoltatori dagli Stati Uniti e da tutto il mondo, in particolare dall’Italia.

Hai conosciuto tantissimi personaggi: ce n’è uno o più d’uno al quale sei legato da un sentimento di particolare amicizia e affetto?

Grazie alla radio e in particolare al Festival di Sanremo, che seguo come inviato da ormai tredici anni, ho avuto la possibilità di conoscere tantissimi personaggi interessanti. Con alcuni di questi artisti si è creato un vero e proprio rapporto di amicizia; parlo in particolare di Al Bano, Gianni Morandi, Gigi D’Alessio, Don Backy, Giusy Ferreri, l’attore Enrico Brignano. Potrei definirla una rete di conoscenze meravigliosa.

Parlando di Sanremo, qual è il tuo rapporto con il Festival?

Seguo il Festival da diversi anni e mi piace definirlo come, oltre che un importantissimo evento musicale, come una grandissima occasione per promuovere il brand Italia nel mondo. La nostra presenza con ICN è diventata sempre più importante e incisiva negli anni. Tredici anni fa eravamo seduti in ottava fila in sala stampa; oggi, grazie allo straordinario lavoro fatto, ICN radio con “Ciao Tony” è posizionata in seconda fila, appena dietro la Rai.

Vorrei ricordare che “Ciao Tony” è l’unica radio intercontinentale ad essere presente all’Ariston e questo primato ci rende particolarmente orgogliosi. Un grazie in particolare vorrei rivolgerlo  ai colleghi di Radio Italia, con i quali ho iniziato questa grande avventura al Festival: mi hanno fornito gli strumenti e l’appoggio per realizzare un lavoro eccezionale nella massima autonomia.

Qual è la tua canzone preferita?

Tony Pasquale: una vita in radio; il racconto della sua vita dall'arrivo in America fino al Festival di Sanremo Amo in particolare la musica anni 60/70. A casa mia la radio è sempre accesa: di notte  abbasso il volume, ma non la spengo mai. La musica è un modo di vivere, una filosofia che segna il mio percorso personale e professionale. Se devo citare alcune canzoni in particolare non posso non dire “La canzone del sole” di Al Bano, “Riderà” di Little Tony, “La fisarmonica” e poi le canzoni immortali di Vasco Rossi , Eros Ramazzotti, Peppino di Capri, Nino d’Angelo.

Pensando però a una canzone in particolare mi viene in mente un ricordo di bambino. Avrò avuto all’incirca 7 anni e fui rapito dall’esibizione di Jimmy Fontana  con  “La nostra favola”. Stavo li davanti a quel palco con le gambe incrociate, lo ricordo come fosse ora.

Sei arrivato negli Stati Uniti con la tua famiglia, cosa ricordi di quel momento?

Ricordo tutto perfettamente. Siamo salpati dal porto di Napoli con la nave Michelangelo il 26 agosto 1968 e abbiamo toccato il suolo americano il 4 settembre alle 8 di mattina. Avevo 13 anni e quella nuova, sconosciuta e affascinante terra mi avrebbe cambiato la vita.

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