L'ex Sindaco di Traversetolo Mari: "Non tutto negativo in Paese ma molto ancora non va"| INTERVISTA

L’ex Sindaco di Traversetolo Mari: “Non tutto negativo in Paese ma molto ancora non va”| INTERVISTA

Ca' Bianca

Ginetto Mari: “Sull’ordinanza del Sindaco basti questo: è inutile perché la questione è già regolamentata dalla legge da oltre vent’anni”

TRAVERSETOLO | Richiedenti asilo, sistema di accoglienza e provvedimenti dell’amministrazione; ma anche il punto su lavori svolti e in progress sul territorio. Di questo e di un bilancio complessivo sulla politica traversetolese di questi ultimi 15 mesi parliamo con l’ex Sindaco Ginetto Mari nella nostra intervista.

Viste le recenti polemiche che hanno acceso Traversetolo sul possibile arrivo di alcuni richiedenti asilo da parte di un privato in un appartamento in via Cesare Battisti, abbiamo sentito l’ex sindaco Ginetto Mari, anche a fronte dell’ordinanza emessa dal sindaco in carica Simone Dall’Orto: nel documento approvato dall’Amministrazione si “ordina ai proprietari di beni immobili di comunicare preventivamente all’Amministrazione locale la sottoscrizione di contratti di locazione con soggetti che abbiano tra le possibili finalità l’ospitalità di richiedenti asilo” e di fornire la relativa documentazione in possesso stipulata con Organi di Stato o Prefettura. Il provvedimento aveva acceso le ire del Partito Democratico e di parte della Minoranza, che aveva chiesto il suo ritiro, mentre l’ex primo cittadino spiega che “è un’ordinanza inutile e che niente aggiunge a quanto già regolamentato dalla legge“.

L’INTERVISTA ALL’EX SINDACO MARI

Alla luce della sua esperienza come amministratore di Traversetolo, come valuta la situazione in Paese sul tema accoglienza dei richiedenti asilo e quali sono, a suo parere, le strategie che un Comune dovrebbe adottare per gestire al meglio il fenomeno?

Credo che il problema oggi sia quello di distinguere tra richiedenti asilo e immigrati economici, cioè quelli che scappano dalla miseria e dalla fame; altra questione inaccettabile è il tentativo demagogico e strumentale di alcune forze politiche di parificare tutti gli immigrati a potenziali delinquenti. E sicuramente anche i recenti fatti di violenze non aiutano l’integrazione, fermo restando che, per esempio, ogni atto di violenza contro le donne (da condannare senza se e senza ma) risulta per il 70 per ceno perpetrato tra le mura domestiche e da italiani.

Dopo le discussioni di due anni fa sui profughi (si era già in campagna elettorale) accolti nella canonica di Vignale dall’Associazione Betania, credo che si possa affermare senza ombra di dubbio che tutte le preoccupazioni allarmistiche di allora si sono rivelate infondate. Nessuno credo possa evidenziare problemi creati dai cittadini ospiti nella canonica e questo per il fatto che l’associazione Betania e alcuni cittadini volontari hanno contributo e contribuiscono al loro efficace inserimento sociale, a partire dall’apprendimento della lingua italiana.

Credo che ci si debba attenere a poche regole: gli immigrati debbono rispettare le nostre leggi, conoscere e accettare le nostre abitudini e consuetudini, a prescindere dal colore della pelle o dal credo religioso. Chi sbaglia deve pagare per i propri errori

Ritengo che l’accoglienza di profughi possa e debba avvenire in modo equilibrato, in locali idonei e soprattutto seguiti da chi ha competenze per l’inserimento sociale, ma tenendo anche conto della realtà del territorio a partire dalla forte o meno presenza di altri stranieri. Nel nostro territorio, oggi, il problema profughi non esiste mentre, per molti cittadini, crea preoccupazione vedere stranieri (che nulla hanno a che fare con i rifugiati) che quotidianamente si spostano sul territorio senza lavoro. Una preoccupazione legittima, quanto il timore che questi possano privare di opportunità di occupazione i nostri giovani.

Il problema vero, come ho già altre volte detto, è la mancanza della certezza della pena e di questo ne portano la responsabilità tutte, dico tutte, le forze politiche che in questi 30-40 anni di governo non hanno mai pensato o voluto provvedere in termini legislativi. Servono regole chiare e la forza di farle rispettare, ma questo non significa tornare ad una logica da Far West dove ogni Paese si dotava di uno sceriffo con diritto di legge, vita e morte, sui propri concittadini.

Fa discutere in queste settimane un’ordinanza del Sindaco Dall’orto, disposizioni con le quali il Comune intenderebbe vincolare i privati che avanzano richiesta di accoglienza alla Prefettura di Parma a passare anche dal Comune per rendere note le proprie intenzioni. Cosa si sente dire riguardo a tale scelta dell’Amministrazione?

Per quanto riguarda l’ordinanza del Sindaco, oltre a quanto già ampiamente e correttamente scritto nella lettera dei gruppi di minoranza Insieme per Traversetolo e Traversetolo Domani, ci tengo a dire che l’unica cosa sulla quale concordo nei contenuti è che un Sindaco, in caso di assegnazione di immigrati ad associazioni o privati che hanno in disponibilità alloggi nel proprio territorio, debba essere assolutamente e preventivamente informato dalla Prefettura.

Non è accettabile che un primo cittadino, responsabile della sicurezza, venga informato dalla stampa o a cose avvenutePer quanto concerne gli altri obblighi dei privati previsti nella delibera, li ritengo nei fatti inutili e credo che si sia voluto ancora una volta fare della propaganda, perché, fissato il fatto che la Prefettura informa il sindaco preventivamente, egli di fatto è a conoscenza e il Comune riceve già  notifica entro 48 ore per una legge di oltre 20 anni fa.

Può fornirci un suo giudizio complessivo sull’operato di questo primo anno di amministrazione Dall’Orto?

Se dovessi dire in dettaglio le mie valutazioni di questi quindici mesi di amministrazione Dall’Orto, le cose sarebbero tante: non voglio ripetermi su quanto chiaramente espresso dal mio partito, il PD traversetolese, nelle settimane passate. Mi limito, invece, solo ad alcune puntualizzazione su temi che mi stanno a cuore. Ritengo positivo alcune attenzioni date alle piccole manutenzioni come la pulizia dei fossi sulla via per Parma per evitare allagamenti, interventi realizzati completamente dal Consorzio di Bonifica come in passato nelle zone collinari; l’abbattimento di alcune piante in precario e pericolose per l’incolumità dei cittadini; il riconoscimento a mani larghe della funzione positiva dell’Unione Pedemontana Parmense, del Corpo di Polizia Municipale, dell’Azienda Pedemontana Sociale. Sempre considerato che tutto questo era considerato un “carrozzone mangia soldi” fino al giorno del voto dello scorso anno. Era ovvio che tale giudizio venisse dato “a prescindere” e senza mai entrare nel merito.

Voglio però evidenziare anche le cose che a mio giudizio non vanno: un grave errore la chiusura della fontana dell’acqua pubblica sulla quale abbiamo già espresso tutte le valutazioni e spero, al momento, visto che l’appalto per la gestione esterna è andato deserto (verbalmente sembrava cosa fatta), che decidano di riaprirla con una gestione diretta. Giudico sbagliata, poi, la scelta da parte dell’Amministrazione di procedere con il Centro Diurno nell’area Monzato ma nell’ex bar del Lido valtermina. Ritengo non sia più necessario procedere, come ipotizzato dalla passata Amministrazione, con lo scambio di aree con il privato. Aggiungo, inoltre, che una importante area sportiva, ricreativa e con un parco giochi come il lido non può rimanere sprovvisto di un punto di ristoro fisso .

Visto che il nostro Sindaco primeggia nel porre regole e correttezza, soprattutto nei confronti dei cittadini più deboli con indicazioni sicuramente giuste come il sollecito a cittadini e aziende a pagare le bollette tari non pagate, ricordo questo: l’Amministrazione ha ridotto la tariffa a tutte le imprese, ai lavoratori autonomi e ai commercianti, cioè a tutti coloro che possono scaricare la spesa dalla dichiarazione dei redditi, e in contropartita ha aumentato la tariffa a tutte le famiglie e ne vedremo il risultato a fine anno. Stiamo parlando di 67mila euro di cui solo 43mila a carico del Comune, cioè 13.000 annui suddiviso tra tante famiglie.

Ancora: dopo oltre un anno, non sappiamo ancora nulla come sia finita e cosa sta facendo l’amministrazione per recuperare circa 40mila euro di pendenze dei precedenti gestori del bar Lido, il cui locale è stato chiuso con ordinanza nel maggio 2016. L’amministrazione, dopo cinque mesi dal suo insediamentodisse che gli avvocati stavano scrivendo l’accordo di rateizzazione per il recupero del credito: ad oggi non si sa ancora assolutamente nulla, se hanno fatto l’accordo, se nel frattempo il debitore per caso ha fatto dei versamenti oppure se hanno deciso di dilazionare tacitamente. Mi viene un grosso dubbio soprattutto per chi ha sbandierato la trasparenza come valore di questa Amministrazione: non sarà per caso che non si sappia nulla per i troppi rapporti tra alcuni personaggi dell’amministrazione? Sarebbe interessante conoscere dal Sindaco se stia tergiversando o non si stia occupando della cosa visto la presenza in giunta di persone collegate alla questione.

Chiudo con un invito al sindaco: a fronte di critiche dei cittadini, si assuma la responsabilità delle sue decisioni e non scarichi il barile su altri, addebitando la decisione ai precedenti amministratori come ad esempio avvenuto sull’antenna di Guardasone, oppure affermando che “non può spendere perché il Comune è pieno di debiti lasciati dalle passate gestioni”.

Ginetto Mari

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