Violenze sui bambini dell’asilo: “Gravissimo il fatto di Colorno, servono le telecamere nelle scuole”
Ieri sera una riunione della Preside a scuola per fare chiarezza sui maltrattamenti; gli esponenti…
Ieri sera una riunione della Preside a scuola per fare chiarezza sui maltrattamenti; gli esponenti politici concordi sulla necessità di una legge nazionale per la videosorveglianza nei luoghi sensibili
COLORNO | Le due maestre colpevoli di violenze fisiche e psicologiche ai bambini dell’asilo Belloli di Colorno si trovano agli arresti domiciliari. L’indagine è scattata in seguito ad una denuncia di una madre, preoccupata per la figlia sempre triste. Le registrazioni delle telecamere nascoste dai Carabinieri di Colorno hanno quindi portato alla luce quanto accadeva nell’aula dell’asilo, dove i piccoli vivevano in un vero e proprio clima di terrore. Nella serata di ieri la Preside ha convocato un tavolo con i genitori dei bambini della classe, al quale ha partecipato anche il sindaco di Colorno Michela Canova.
Sgomento e rabbia sono i sentimenti che nelle scorse ore hanno prevalso gli animi dei colornesi e dei parmigiani, in seguito alla notizia dell’arresto di due insegnanti dell’asilo Belloli per maltrattamenti ai bambini. Le due donne, G.G. e A.P.S., di 59 e 47 anni sono residenti nella zona di Colorno e insegnavano da tempo nell’asilo: a denunciare i maltrattamenti sui bambini è stata una mamma che vedeva la sua bambina sempre più nervosa. Le indagini, condotte dai Carabinieri della Stazione di Colorno, hanno portato al rilevamento delle violenze sui bambini, obbligati a stare immobili e zitti, a mangiare per forza. Severe anche le punizioni che venivano assegnate ai piccoli, corredate da percosse, schiaffi, spintoni.
Nella serata di ieri la Preside della scuola ha incontrato i genitori della classe interessata, insieme al sindaco Michela Canova con l’intenzione di approfondire quanto successo. Anche l’Amministrazione Comunale, nel frattempo, ha comunicato di aver fissato una convocazione straordinaria del Consiglio Comunale per lunedì prossimo, 28 maggio. Non sono tardati ad arrivare i commenti da parte degli esponenti politici locali che, in modo concorde, hanno chiesto a gran voce l’installazione delle telecamere nelle scuole, come metodo preventivo non solo per i maltrattamenti ma anche per gli episodi di bullismo.
https://www.youtube.com/watch?v=0HQk8YzyWvE
Rainieri e Cavandoli: “Serve una legge nazionale”
Sui maltrattamenti è intervenuto anche il Vice Presidente dell’Assemblea Legislativa Fabio Rainieri che ha sottolineato l’esigenza di una legge nazionale per poter installare telecamere a circuito chiuso nelle strutture dove si accudiscono bambini o si assistono anziani, malati e disabili. “Bisogna finirla – ha aggiunto l’esponente del Carroccio – con i tentennamenti sulla prevenzione contro i maltrattamenti. Ci vogliono telecamere e misure per il contrasto al burnout“. Il disegno di legge era già stato presentato nel 2016, ma non è stato poi approvato dal Governo Gentiloni. “Su iniziativa del sottoscritto – ha proseguito – la Giunta Regionale ha inserito nelle legge sugli asili nido diverse norme per prevenire la sindrome da lavoro correlato che comprende anche il burnout, ossia l’esaurimento emotivo che porta a maltrattare le persone più deboli che si assistono per lavoro. Niente, invece, è stato fatto per le scuole materne e per le strutture di anziani e disabili “.
“Da mamma, prima ancora che da parlamentare – ha esordito Laura Cavandoli – mi auguro che il sistema di videcontrollo scolastico possa diffondersi al più presto“. La proposta di mettere videocamere nelle scuole risponderebbe a più di un problema, come ad esempio prevenire e reprimere episodi di bullismo e controllare il comportamento degli insegnanti. “È evidente – ha concluso la deputata leghista – che chi ha contatto con bambini e ragazzi deve tenere un comportamento ineccepibile e non equivocabile per non creare paure, traumi e comportamenti che restano nella crescita del piccolo“.
Amo Colorno: “È questa la buona scuola?”
Dura anche la posizione presa dal gruppo civico Amo Colorno che ha definito la notizia come un pugno allo stomaco “che alimenta la rabbia e lascia indignati“. L’attenzione è stata poi spostata ancora una volta sul disegno di legge approvato dalla Camera dei Deputati nel 2016 che conteneva le “Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura piscologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità”. Nel merito anche il gruppo civico Amo Colorno ha affermato la necessità di monitorare attraverso sistemi di videosorveglianza l’attività svolta da certe strutture.
“Conosciamo – continua Amo Colorno – la rigidissima legge sulla privacy in vigore in Italia, ma nessun Ente deve lavarsene le mani. L’installazione di telecamere e microfoni sarebbero una tutela non solo per le famiglie dei degenti o degli alunni, ma anche per il personale che ci lavora. Si è parlato moltissimo di “buona scuola”, di decreti su decreti atti a migliorare il servizio scolastico, ma nulla è stato fatto per garantire la sicurezza dei nostri ragazzi“.
Brigati e Gambarini: “Videosorveglianza è un deterrente”
Concordi sull’esigenza di una legge nazionale anche i forzisti Francesca Gambarini, Jacopo Rosa e Nicolas Brigati. “Quanto accaduto ieri a Colorno è disarmante: l’arresto di due insegnanti della Scuola Materna per maltrattamenti ai bambini ci porta a pensare che manchi la sicurezza anche in luoghi dove invece dovrebbe essere una priorità. Serve un intervento urgente e una presa di posizione affinché episo- di di questo genere non debbano mai più ripetersi”, ha affermato il Coordinatore Provinciale di Forza Italia Giovani Parma, Nicolas Brigati insieme al Coordinatore Cittadino Jacopo Rosa.
I Coordinatori Provinciale e Cittadini di FI Giovani Parma sottolineano anche l’importanza del disegno di legge, presentato proprio dai gruppi giovanili FI dell’Emilia Romagna, sull’installazione di telecamere di videosorveglianza nei luoghi sensibili, come le scuole: “È un’iniziativa – concludono – che è nata un paio di anni fa e che oggi, alla luce di quanto successo recentemente con gli episodi di bullismo e con i maltrattamenti di cui abbiamo avuto notizia questa mattina, occorre portare avanti con fermezza e determinazione per evitare che, in futuro, tornino a crearsi situazioni di questo tipo che sono da condannare fermamente”.
Il rilancio della proposta di legge trova concorde anche Francesca Gambarini che ribadisce l’importanza della videosorveglianza negli asili e nelle strutture per anziani. “Riteniamo – afferma – che una videosorveglianza continua sia un fortissimo deterrente a episodi di questo genere. Siamo convinti che con l’introduzione delle telecamere i casi di maltrattamenti diminuirebbero notevolmente. Ci auguriamo quindi che il nuovo Governo approvi quanto prima questa legge di civiltà e buon senso“.

