L’avvocato Lorenzo Nannelli dell’omonimo studio legale fiorentino ha pubblicato alcuni giorni, fa sui social, un’informativa con la quale si rivolgeva a tutti gli esercizi commerciali che aderiranno all’iniziativa #ioapro1501. Il programma dell’iniziativa prevede che i ristoratori tengano aperte le loro proprietà per tutta la giornata di venerdì 15 gennaio ignorando le restrizioni imposte dal Governo in segno di protesta e disobbedienza civile. Nannelli precisa, innanzitutto, quali sono i rischi in cui potrebbero incorrere i titolari che apriranno: “Le sanzioni pecuniarie vanno da un minimo di 400 fino ad un massimo di 3000 euro ma vi è anche la chiusura obbligatoria dell’attività per 5 giorni. Chi ha già ricevuto sanzioni una prima volta deve stare molto attento perché in caso di violazione reiterata la chiusura disposta sarebbe di minimo 30 giorni. Per dovere di cronaca ricordiamo anche che la possibilità di un’accusa penale non è da escludere anche se rimane alquanto remota, visto e considerato anche che durante il primo lockdown sono decadute nel nulla più di 1115mila accuse“. L’Avvocato concentra l’attenzione anche sulla questione clienti: “A norma di legge esiste la possibilità di sanzione anche per i clienti ma penso che l’attenzione delle forze dell’ordine sarà puntata principalmente sui gestori“.

Il nostro appoggio ai gestori commerciali viene dato in quanto come studio legale abbiamo deciso di difendere tutti coloro che terranno aperto e saranno multati. Presenteremo ricorsi e lotteremo per la difesa del diritto al lavoro di tutti i cittadini – continua Nannelli – La situazione è molto intricata perché anche se tendenzialmente escludiamo un pericolo penale c’è la possibilità che le forze dell’ordine forzino la mano per stroncare fin da subito questa nascente protesta popolare“. In Italia, infatti, esiste l’ipotesi di delitto colposo contro la salute pubblica e se ci dovessero essere focolai ai tavoli di un ristorante aperto per protesta le conseguenze potrebbero essere gravi. “Cosa consigliamo ai titolari? Innanzitutto consigliamo loro di far firmare una liberatoria ai dipendenti nella quale quest’ultimi devono dichiarare di essere a conoscenza della protesta e di essere sul posto di lavoro per iniziativa volontaria e personale – spiega l’Avvocato – Infine, consigliamo a tutti i ristoratori di portare lo scontrino al tavolo entro le 22.00 e come diciamo sempre, il primo passo per una buona difesa è quello di collaborare con le forze dell’ordine dimostrandosi rispettosi del lavoro altrui“.

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