L’attentato, riconducile al terrorismo nero, causò la morte di 85 persone; è il più grave attacco terroristico in Italia dal secondo dopoguerra

Una normalissima mattinata d’estate alla stazione di Bologna: viaggiatori che corrono su e giù, chi in partenza e chi di ritorno dalle vacanze, gruppi di amici che si salutano, coppie che si riuniscono, turisti appena arrivati, qualche pendolare ritardatario che, pur essendo sabato, si sta recando al lavoro. Eppure, il sabato 2 agosto 1980, la stazione di Bologna subisce il più grave attacco terroristico di tutti gli anni di piombo, considerato da molti come l‘ultimo gesto della strategia della tensione.

Mentre il mondo veniva sconvolto dalla Guerra Fredda e dalla tensione tra le due superpotenze mondiali del tempo, Stati Uniti ed Unione Sovietica, l’Italia conobbe uno dei periodi più bui di tutta la sua storia: i cosiddetti anni di piombo, che durarono dagli anni Sessanta all’inizio degli anni Ottanta ed erano caratterizzati dagli scontri tra estrema destra ed estrema sinistra. Gli estremisti di destra erano conosciuti per essere pericolosi terroristi, militanti del terrorismo nero e responsabili di altri gravi attentati come la strage di piazza Fontana (Milano, 1969), la strage di piazza della Loggia (Brescia, 1974) e l’attacco al treno Italicus (San Benedetto Val di Sambro, 1974). Gli estremisti di sinistra, le cosiddette Brigate Rosse, invece tendevano a rapire gli oppositori politici. Le indagini hanno rivelato che i responsabili della strage di Bologna, come divenne tragicamente famoso l’evento, appartenevano al terrorismo nero.

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Il 2 agosto, alle 10.25 del mattino, un ordigno posizionato in una valigia abbandonata nella sala d’aspetto della seconda classe esplose, facendo crollare l’ala ovest. La bomba, che conteneva più di venti chili d’esplosivo, causò la morte di 85 persone e più di 200 feriti, un tragico bilancio che ne fece il più grave attacco terroristico avvenuto in Italia dal secondo dopoguerra. Simbolo dell’attentato divenne l’orologio della stazione fermo alle 10.25, l’orario in cui la bomba esplose.

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Il simbolo della tragedia, l’orologio fermo al momento in cui scoppiò l’ordigno

Le indagini si indirizzarono quasi subito sulla pista neofascista ma, a causa di un iter giudiziario lentissimo e di numerosi depistaggi, la sentenza arrivò solo nel 1995, quando Valerio Fioravanti e Francesca Mambro furono identificati come militanti di estrema destra e principali responsabili dell’attentato. Altre persone furono arrestate ed accusate di depistaggio, alcune condannate, altre assolte.

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