Donne e bambini: le vittime del lavoro forzato sono circa i 25 milioni; 15 milioni di donne schiave di un matrimonio imposto; la zona più colpita è l’Africa

Il bilancio è impietoso: su mille persone, tre sono schiave, con un numero che, a seconda delle stime, oscilla tra i 20 e i 45 milioni di vittime. Di queste, oltre la metà – il 60 per cento – sono di sesso femminile, mentre un quarto sono minori. Sul globo, quasi 10 milioni di bambine e bambini sono costretti a lavori forzati. La donna è vittima, oltre che di lavoro forzato, di schiavitù domestica, prostituzione, schiavitù sessuale, matrimoni imposti e vendita di mogli, per non parlare del reclutamento di bambini in guerra. I traffici derivanti dai lavori forzati nel mondo – comunica l’International Labour Organization – valgono 150 miliardi di dollari l’anno, cifra che posizionata l’attività illecita al secondo posto per profitto della criminalità organizzata subito dopo gli stupefacenti.

Dal punto di vista geografico, rimane l’Africa il continente più colpito dal fenomeno della schiavitù, in particola modo quella femminile, dove quasi 8 persone su 1000 sono costrette a lavori forzati, vittime di tratta o sfruttamento, costrette a prostituirsi o a sposarsi forzatamente. Non esenti dalla piaga, però, tante altre zone del mondo, tra cui l’Asia, dove si concentra il numero maggiore in termini assoluti di schiavi: qui, sono circa 25 milioni, il 62 per cento del totale, le vittime di schiavitù.

Donne e bambini, le prime vittime tra prostituzione, matrimoni imposti e schiavitù domestica

Un fenomeno, come detto, che riguarda principalmente le fasce deboli della popolazione: donne e bambini. La schiavitù femminile raggiunge il 71 per cento del totale, con quasi 29 milioni di vittime: il 99 per cento di donne e ragazze sono sfruttate per fini sessuali, mentre l’84 per cento è vittima di matrimoni imposti.

Le principali forme di sfruttamento si registrano in fabbriche, campi o barche da pesca, oltre che nella prostituzione o nel traffico di droga. A far fiorire i numeri della schiavitù nel mondo non solo i privati, ovvero singoli cittadini, aziende o reti criminali, ma anche governi – ad esempio Corea del Nord ed Eritrea – che sfruttano il lavoro forzato per accrescere i guadagni statali.

Donne e ragazze sono poi vittima di quella che è denominata schiavitù domestica, settore che conta il 61 per cento di presenza femminile contro il 39 per cento maschile. Complessivamente, sono circa 67 milioni i lavoratori domestici nel mondo, di cui 11,5 milioni migranti.

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