Neviano, solo Alessandro Garbasi candidato sindaco: Obiettivo evitare il commissario

Nessuna sfida tra candidati di liste diverse, a Neviano l’avversario da sconfiggere è il fantasma…

Nessuna sfida tra candidati di liste diverse, a Neviano l’avversario da sconfiggere è il fantasma del quorum del 50%+1: già nel 1964 il Comune era stato commissariato

Una storia ricca avvenimenti da raccontare quella del Comune di Neviano degli Arduini che si appresta ad affrontare le amministrative del 5 giugno con un solo candidato Sindaco, l’uscente Alessandro Garbasi. Una sfida che rievoca il fantasma del commissariamento del Comune, già avvenuto nel 1964: l’invito di Garbasi e della sua lista civica “Insieme per amministrare il futuro” è quello di recarsi alle urne per raggiungere l’indispensabile quorum del 50%+1 degli aventi diritto di voto. “Il commissario – ha dichiarato Garbasi alla nostra intervista – non farebbe mancare nulla al paese dal punto di vista amministrativo e burocratico, ma vorrebbe dire interrompere un lavoro iniziato da quindici anni”.

Per capire meglio cosa significano queste elezioni per i nevianesi, occorre ripercorrere la storia politica del Comune a partire dal secondo dopoguerra. Un territorio, quello di Neviano, che vanta una storia antichissima, dove la presenza di Matilde di Canossa, ha lasciato profondi segni in epoca medievale tanto che ancora oggi se ne celebra la personalità. Nel Novecento, Neviano è stato tra i protagonisti della Seconda Guerra Mondiale per il nostro appennino ed è annoverato tra le Città decorate al valor militare per la guerra di liberazione per cui è stato insignito della Medaglia di Bronzo al valor militare.


La sua storia politica inizia nel 1945, dopo l’avvento della Repubblica. Per ben quindici anni Neviano è un paese “rosso” guidato da una coalizione di social-comunisti che ad ogni tornata elettorale elegge come sindaco Cassar, militante del Partito Comunista Italiano. Da sottolineare come, a quell’epoca, il Sindaco venisse eletto dal Consiglio Comunale e non per elezione diretta come oggi. Nel 1960 qualcosa si rompe e si presenta una delle tante crisi che attraverseranno la politica nevianese: per alcuni dissensi Cassar esce dal Partito Comunista e si presenta alle elezioni con una lista indipedente. Questa spaccatura porta, inevitabilmente ad una dispersione di voti tra la lista di Cassar e la coalizione social-comunista con la conseguente vittoria della coalizione di centro destra con sindaco Dario Melegari, di Provazzano. Melegari veniva da un’importante esperienza alla fabbrica Mutti, che allora aveva una sede anche alla località Isolanda del Comune di Neviano degli Arduini, e si diede molto da fare per il suo paese promuovendo la nascita dell’Avis, diventando Presidente del Caseificio e Presidente dell’Azione Cattolica locale.

Quattro anni dopo, nel 1964 si torna a votare per la poltrona di Sindaco, ma la situazione che esce dalle urne non promette nulla di buono. Si vota nel novembre e a contendersi il ruolo di primo cittadino ci sono sei liste: la Democrazia Cristiana con capolista Borri Francesco che conquista 8 seggi nel Consiglio Comunale; la coalizione Partito ComunistaPartito Socialista di Unità Proletaria che guadagna 7 seggi; il Partito Socialista con 3 seggi; il Partito Socialdemocratico con 1 seggio: la lista indipendente di Cassar che prende un posto in Consiglio e il Partito Liberale che non riesce ad ottenere il posto. Quando il consiglio comunale si riunisce per decidere sulla figura del Sindaco, la situazione inizia a peggiorare: la DC supportata dal PSI e dal PSDI proponeva Giambattista Monica, mentre la coalizione di centro sinistra votava Fattori: tutto si sblocca con la scelta di eleggere Sindaco Monica in quanto consigliere più anziano. La giunta che si va a formare non è però omogenea poichè contiene tutti i partiti, ad esclusione di Cassar: siamo ad agosto 1965 e bisogna votare il bilancio preventivo per l’anno in corso, ma non si raggiunge la maggioranza sufficiente. L’amministrazione Monica comincia a vacillare e nel dicembre il socialista Fattori ne chiede le dimissioni, iniziando a progettare un’alleanza tra PCI, PSI, PSIUP e Cassar che però on va in porto. La situazione politica è bloccata e Monica è costretto alle dimissioni, al suo posto viene inviato un commissario prefettizio, il Dott. Giuncastro che traghetta il paese verso le elezioni del 1966 ma che si limita all’amministrazione indispensabile lasciando dietro di sè un grande vuoto politico.

Si torna a votare l’anno successivo, con 7 liste e oltre 130 candidati sulla scheda elettorale: ad ottenere la maggioranza è la coalizione di centro sinistra che elegge sindaco Amos Casoni del PSDI con vice Ugolotti Enrico della DC. Per la prima volta dal 1945 Cassar non viene più eletto. Nelle tornate elettorali seguenti la situazione sarà pressochè stabile, grazie ad una alleanza solida tra Partito Socialista e Democrazia Cristiana.

Nel 1988 un’altro episodio segna la storia politica nevianese: l’alleanza tra PSI, PSDI e DC è confermata, ma è il PSI a dettarne le regole. Pur di interrompere una così lunga egemonia politica il Partito Comunista era disposto a tutto e aveva promesso ai socialisti anche la poltrona di Sindaco in caso di allenza social-comunista. Per evitare la disfatta la sceglie di scendere a compromessi: il mandato di Sindaco verrà diviso tra Ugolotti Enrico (DC) e Marco Bricoli (PSI). Una scelta che porta nel dicembre 1990 alle dimissioni del sindaco DC per favorire l’insediamento – a metà mandato – di quello socialista. E’ questa l’ultima elezione del sindaco da parte del Consiglio Comunale, dal 1993 verrà scelto direttamente dai cittadini.

Le due tornate successive, 1993 e 1997, riportano la sinistra ad amministrare il paese prima con il socialista Bricoli, stavolta alleato con Democratici di Sinistra, Partito Socialista, Rifondazione Comunista, Partito Socialista Democratica; poi il DS Silvi in una coalizione con Democratici di Sinistra, Partito Popolare, Rifondazione, Partito Socialista. 

Il 2001 è l’anno della svolta per il Comune: viene eletto il giovane Giordano Bricoli di Urzano che si proponeva con una lista civica che raggiunge il 55% dei voti instaurandosi in comune e lasciando Silvi in minoranza. Nel 2006 viene confermato Giordano Bricoli con l’80% delle preferenze e il mandato successivo, non potendo essere più eletto, lascia spazio al suo successore Alessandro Garbasi rimanendo comunque in lista. Le elezioni del 2011 che vedevano concorrere alla poltrona di sindaco Garbasi e il leghista Cavatorta confermano la linea dei due mandati precedenti: la lista civica di Garbasi stravince con l’85,80% dei voti e Giordano Bricoli raccoglie più preferenze tra i candidati in lista, il che gli consentirà di rimanere in comune fino al 2014 come vicesindaco, poi la scelta di candidarsi e vincere alla tornata elettorale di Langhirano.

L’appello che oggi lancia l’amministrazione uscente è quindi quello di recarsi alle urne, perchè il fatto che ci sia una lista sola non vuol dire che la vittoria sia automatica. Il quorum da raggiungere è l’avversario più difficile da sconfiggere, ma occorre con tutte le forze tentare di evitare un altro commissariamento del Comune.

Sono dodici i candidati consiglieri che si propongono nella lista “Insieme per amministrare Neviano” che confermerebbe – in caso di raggiungimento del 50%+1 degli elettori – Alessandro Garbasi come sindaco:

  • Bergonzani Davide
  • Breschi Giovanni
  • Cadonici Amilcare
  • Devincenzi Raffaella
  • Ferrari Mara
  • Fornari Katia
  • Galloni Marco
  • Notari Elisabetta
  • Piazza Alberto
  • Raffaini Antonella
  • Rivieri Pietro
  • Ugolotti Davide

Si vota Domenica 5 Giugno dalle 7 alle 23.00. I seggi aperti nel Comune di Neviano sono cinque: Neviano capoluogo, Scurano, Bazzano, Sella di Lodrignano e Ca’ Bonaparte.