Cavedagna: “Serve una revisione concreta per tutelare competitività e lavoro”
Oggi al Parlamento europeo l’evento ‘Stop the ETS to save the ceramics sector’, dedicato all’impatto del sistema ETS sull’industria europea e italiana.
“L’ETS mette fuori mercato interi settori industriali europei, italiani ed emiliano-romagnoli, a partire da quello ceramico. Per questo presentiamo ufficialmente al Parlamento Europeo la richiesta di fermare questo sistema”. Lo dichiara Stefano Cavedagna, eurodeputato di Fratelli d’Italia – gruppo ECR, alla vigilia dell’evento “Stop the ETS to save the ceramics sector”, che si terrà oggi, 25 marzo, al Parlamento europeo di Bruxelles.
Nel corso dell’iniziativa, promossa da Fratelli d’Italia e dal gruppo dei Conservatori europei (ECR), verrà presentato insieme a Confindustria Ceramica e ai rappresentanti del settore ceramico spagnolo, il documento che chiede lo stop al meccanismo ETS (Emission Trading System) – strumento europeo che grava sulle imprese incrementando i costi di produzione -, firmato dai Presidenti di diversi Paesi europei, tra cui il Governo italiano guidato da Giorgia Meloni. L’evento vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo ECR, Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, Marco Canaparo, ambasciatore presso la rappresentanza permanente d’Italia a Bruxelles, Matteo Borsani, direttore di Confindustria Bruxelles e Armando Cafiero, direttore generale Confindustria Ceramica, oltre a esponenti istituzionali di diversi Paesi europei e del mondo produttivo.
L’obiettivo dell’evento è portare al centro del dibattito europeo le criticità del sistema, i settori maggiormente colpiti e le richieste dei territori e delle regioni produttive europee, con particolare attenzione a distretti che presentano peculiarità importanti e che non possono essere ignorati e penalizzati da queste normative. Un esempio concreto è rappresentato proprio dall’Emilia-Romagnacon il suo distretto ceramico, uno dei principali poli produttivi europei, fortemente orientato all’export e centrale per occupazione e filiera industriale.
“Il comparto ceramico è emblematico – prosegue Cavedagna -: parliamo di un’eccellenza industriale che ha nel distretto emiliano-romagnolo uno dei suoi punti di forza. È un settore energivoro, per il quale oggi non esistono alternative tecnologiche mature nel breve periodo. “Continuare ad applicare l’ETS in un momento di forte crisi geopolitica in Medio Oriente comporta oggi dei costi dell’energia insostenibili, rendendo le nostre imprese meno competitive rispetto ai concorrenti extraeuropei””.
A partire da queste criticità, il confronto in Parlamento europeo sarà l’occasione per rilanciare una linea di intervento più ampia, che tenga insieme esigenze ambientali e sostenibilità economica del sistema produttivo: “La transizione ecologica deve essere sostenibile e pragmatica – conclude Cavedagna –. Serve un equilibrio tra obiettivi ambientali e tutela del sistema produttivo europeo: non possiamo permetterci politiche che, invece di accompagnare le imprese, rischiano di indebolire competitività, occupazione e capacità industriale e lo ribadiremo con forza durante l’evento”.

