Because the night – Riflessioni da New York
“Ti sembra perfetta. Ti affacci alla finestra e lasci che il mondo ascolti“ Stanotte ho…
“Ti sembra perfetta. Ti affacci alla finestra e lasci che il mondo ascolti“
Stanotte ho camminato per le strade di Brooklyn, da una parte il fiume Hudson con il firmamento di grattacieli che si specchia sull’acqua. Dall’altro, le serrande aperte di un deposito di carretti per la vendita di Hot dog. I ragazzi li stanno lavando e ascoltano musica.
Il mio sguardo segue l’acqua mista a olio che scorre fino al tombino e si porta dietro la luce di un insegna al neon. Sembra di vedere un quadro che si scioglie nei colori che lo compongono. New York è questo: l’ordinario che diventa straordinario.
Allora riguardi l’isola di Manhattan perché vuoi riempirtene gli occhi, vuoi fare scorta di quella bellezza. E non ti basterà fotografare o scrivere, perché tutto scorre in un infinito piano sequenza che è la vita di questo gigante. Avvisti la fermata del subway e ancora una volta scenderai nelle sue viscere. E ancora una volta arriverai a casa e nel buio del tuo living room ascolterai una canzone. Perché vuoi essere regista di una notte così, vuoi sceglierne la colonna sonora, e allora metti “Because the night”, nella versione di Bruce Springsteen. Il boss la registrò durante la preparazione dell’album “Darkness on the edge of town” salvo poi passarla alla collega Patty Smith.
Ti sembra perfetta. Ti affacci alla finestra e lasci che il mondo ascolti, e pensi a milioni di persone e a milioni di notti, a chi dorme, a chi ama, a chi festeggia, a chi tradisce, a chi lavora, a chi porta a spasso il cane e a chi consegna pizze.
Buona notte New York. Il rito collettivo, ancora una volta, si compie.



