Beppe Cardone: ”Ci piacerebbe valorizzare i ragazzi del territorio”

  di Simone Buratti Beppe Cardone, nuovo allenatore degli Allievi Regionali del Parma Calcio 1913…

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Cardone si presenta: "Ci piacerebbe valorizzare i ragazzi del territorio"

di Simone Buratti


Beppe Cardone, nuovo allenatore degli Allievi Regionali del Parma Calcio 1913 si presenta: “l’importante è avere passione per il calcio”

Si presenta così, nella conferenza stampa di oggi pomeriggio al Centro Sportivo di Collecchio, Giuseppe Cardone. A introdurlo ai giornalisti Fausto Pizzi, responsabile del Settore Giovanile gialloblù.

Come è nato il progetto del tuo ritorno?

Grazie a tutti per le manifestazioni d’affetto, mi hanno fatto piacere. Ci deve essere uno svuotamento della carriera da calciatore, allenare è un altro discorso. Le cose devono essere conquistate sul campo. Il contatto col Parma è nato dopo la partenza di Barone in India. Ho avuto la fortuna di essere in camera a Coverciano con Morrone e si è creata questa situazione. Mi piaceva subito l’idea di tornare, non ci ho pensato molto.

La prima cosa che hai pensato, al momento della firma

La storia non si cancella. In futuro dovrò dimostrare di essere all’altezza del Parma. Ero emozionato e lo sono tuttora; sono legato a questa società e a questa città. Sono cresciuto come uomo a Parma, dalle vicende societarie agli infortuni che ho avuto. Parma è una tappa fondamentale della mia vita.

Quali sono, da allenatore, i tuoi riferimenti?

Ho avuto diversi allenatori e rapporti differenti con tutti i mister. Nei momenti difficili sono riuscito a vedere sempre positivo. Un allenatore si deve confrontare con gli obiettivi della società. Vorrei portare i ragazzi di 15-16 anni al massimo delle loro aspettative. Mi sento pronto ma so che ci saranno difficoltà. I ragazzi devono avere passione per quello che stanno facendo. La passione ti fa andare oltre le difficoltà.

Crack del Parma: da esterno, qual è stata la tua impressione?

La cosa che accomuna le cose è che sono stati fulmini a ciel sereno. A Parma non se l’aspettava nessuno. La cosa fondamentale è che la gente abbia voltato pagina, ripartendo con il piede giusto. Il nuovo Parma può diventare una grande società. Per me è stato un orgoglio indossare la fascia da capitano. La società cerca gli uomini prima degli allenatori o giocatori. Ho ricevuto attestati di stima per la persona prima del calciatore. L’uomo resta, il calciatore passa.

Hai già parlato con il Presidente Scala?

Ancora no, ci parlerò presto. So che cosa rappresenta per il Parma. Vorrei fare due chiacchiere a breve. Per agganciare l’Islanda col Parma. Ci sono 400 mila abitanti tra Parma e Provincia. Si potrebbero selezionare ragazzi del territorio? È già uno stimolo della società investire sui ragazzi del territorio. Gli “zoccoli duri” delle squadre sono sempre stati autoctoni. Cambiano i sensi di appartenenza per la maglia crociata. I ragazzi devono onorare il privilegio di giocare nel Parma, se la devono giocare mettendoci passione. Poi ci sarà una selezione, è normale nel calcio. A quell’età l’allenatore deve coinvolgere i ragazzi, è importante che ti seguano. Per me ha fatto bene un ragazzo che ha dato fino all’ultima goccia di sudore. Non importa il risultato.

In questa stagione, che annata allenerai?

Negli Allievi Nazionali, come programmazione societaria, la maggior parte dei giocatori saranno 2001, non mi spaventa. La parola risultato non è ancora uscita. L’obiettivo è di far crescere i ragazzi, anche del territorio.

Cardone si presenta: "Ci piacerebbe valorizzare i ragazzi del territorio"