Alla scoperta dei Phoenix Parma: “Non esistono confini per amare la Crociata”
Scopriamo i tifosi gialloblù in Campania, i Phoenix Parma: “Seguiremo i crociati in ogni categoria;…
Scopriamo i tifosi gialloblù in Campania, i Phoenix Parma: “Seguiremo i crociati in ogni categoria; siamo rinati dalle ceneri”
di Simone Buratti – buratti@ilparmense.net

Loro sono i Phoenix Parma, tifosi del Parma in Campania. Potevano scegliere di tifare per gli squadroni, per il Napoli o per la Juventus. Hanno scelto l’Isola Felice del campionato italiano. Quella squadra che faceva parte delle sette sorelle tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio. E ora che la settima sorella di trova in Lega Pro, i Phoenix Parma non abbandonano la barca. Anzi, presi dall’entusiasmo che coinvolge l’intera città, sperano di ritrovare al più presto i loro beniamini nella massima serie. Proprio dove il Parma Calcio merita di giocare.
I Phoenix Parma, tifosi crociati in Campania. Perché vi chiamate così?
L’obiettivo era quello di rinascere dalle ceneri assieme alla Fenice. Una società gloriosa come il Parma Calcio merita altre categorie. Il Parma non poteva morire. È rinato assieme alla gente, assieme al calore dei tifosi. Eravamo al Tardini nell’ultima partita di Serie A. Allora non eravamo un vero e proprio gruppo, ma cantando “Torneremo in Serie A” con le lacrime agli occhi ci diede la spinta per unirci definitivamente.
Quando è nato l’amore per il Parma Calcio?
In Campania e in generale nel Sud Italia la passione per la maglia crociata ha trovato terreno fertile già da diversi anni. Nel nostro gruppo ci sono ragazzi di varie età. Alcuni hanno visto dal vivo “i leoni” di Wembley, altri hanno assistito alle vittorie europee della fine del millennio. I ragazzi più giovani amano il Parma già dal primo crack societario. Ognuno è stato attirato dalla “Favola Parma” in un modo diverso.
Venite spesso al Tardini a seguire il Parma?
Certo, appena possiamo facciamo tappa allo stadio Tardini. Venire a Parma è spesso impegnativo per noi, sia dal punto di vista economico che lavorativo. Ma per noi è una gioia. Sono sacrifici che possiamo fare per la maglia crociata. Ci muoviamo sempre in gruppo quando veniamo in Emilia.
È passato un anno dalla rinascita. Come avete vissuto la Serie D?
Possiamo dire che avremmo seguito il Parma in qualunque categoria. Abbiamo subito molti sfottò recentemente per il fallimento, ma conta l’annata positiva e la vittoria del campionato. La storia non si cancella però dobbiamo guardare avanti. La Lega Pro è alle porte.
È un Parma competitivo per la Lega Pro?
A nostro parere abbiamo una squadra competitiva, possiamo puntare alla promozione in Serie B. La società ha lavorato bene ma teniamo i piedi per terra. Con i soli nomi non si va da nessuna parte. Occorre l’impegno di tutti. I giocatori in campo e noi tifosi sugli spalti. Se abbiamo ancora fame di vittoria siamo sulla strada giusta.
Meglio una pizza o un bel piatto di Crudo di Parma?
Si potrebbe fare una pizza con due fette di Crudo sopra! Giusto per integrare le tradizioni locali.
Il vostro motto?
“Dal Vesuvio al Tardini, un amore senza confini“.
Quando sarà la prossima trasferta a Parma?
Ci stiamo già organizzando. Sicuramente a settembre saremo in Curva Nord a cantare fino a perdere la voce. Sarà un’ottima occasione per conoscere nuovi amici e per rivedere coloro che già conosciamo.
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